martedì, 29 novembre 2005
.. è questione di attimi a volte, passano e tu non riesci ad afferrarli e svaniscono e tu non ne sei nemmeno consapevole di tutte le cose che ti perdi. ma qualche volta ce la fai ad acchiapparli. e allora rimani li, quasi basito. è che forse è vero quando mi dicono che il mio mondo sembra meraviglioso, che vista da fuori sono serana e pacata. è che forse io mi sforzo all'inverosime per acchiappare quegli attimi. è che poi li cullo dentro di me come quel ultimo pezzettino di caramella che ti si scioglie nella lingua, che cerco di dlatare all'infino quelle sensazioni che generano meraviglia. si è vero. è così. è giocare a dilungarsi, concedersi per poi trattenersi. un'altalena di sorrisi appena accennati. è che io voglio sia così, perchè è l'unica alternativa che contrappongo al grigiore. è che non voglio essere grigia. è che c'ho una lampadina dentro a forma di cuore. è che io sò accenderla quella lampadina li. poi magari passa una ventata e spenge tutto subiuto, ma io riesco a riaccenderla.
e allora ci son dei momenti in cui viaggio in macchina e guardo la montagna ben definita con le nuvole nere dietro. Imbiancata di neve come i pandori con lo zucchero a velo. quasi irreale. e il cielo è scuro e minaccioso, ma dall'altra parte uno scorcio d'azzuro e le nuvole sopra che contrastano di blu scuro. e il sole che spunta d'orato. e quando scende il tramonto i monti si colorano di rosa.
Ecco quello che anche io amo di me.
lunedì, 28 novembre 2005

Per questa settimana non è previsto altro ascolto che i Subsonica. Praticamente se non conto oggi che è già iniziato mancano solo 3 giorni interi.
E questo mi garba un bel po.
Quest'immagine dell'Arno rappresenta molto efficacemente il turbinio di emozioni di questo fine settimana pieno di gocce cadute ovunque. Con l'Arno in
piena e visite notture alla capannina, e ponti che tremano .. e viaggi in casentino compresi di nevischio. E Lorenzo che ciancia festoso a cena.. e che si meraviglia dei miei piccoli lavori. E insomma..
.. sorrido..
venerdì, 25 novembre 2005
Secondo me questa cosa che sto per raccontarvi contiene una lezione di vita di quelle intense.. Roba che Andrew Cohen mi fà una pi**a.
La stagione sciistica sta per cominciare e qui si freme e gni se ne dà secche di sciolina e gennastica per lo sci.
C'è da dire che il maestro ha comprato gli sci nuovi l'anno scorso e per non farmeli provare ha fatto in modo di montare gli attacchi in modo che se li mette al minimo il mio scaropone non si può incastrare perchè troppo piccolo. Il professore poi ha ricomprato di nuovo gli sci da gara nuovi. Che poi sono come quelli dell'anno scorso, identici.. cambia solo il colore.. MHA.
L'amico del maestro li ha nuovi dell'anno scorso e anche la mia amica li ha presi nuovi in fiera a modena.
Praticamente ci sono rimasta solo io che son tipo sciatrice di topogigio con i vecchi sciettini di 4 anni fà e devo dire che mi barcameno abbastanza bene., ma insomma..
Insomma alla fiera ho visto un paio di sci nuovi.. e me ne sono innamorata.
Al negozio costano un botto.. così una decina di giorni fà ho preso a guardare le aste di ebay per vedere se era conveniente comprarli li.
Li ho trovati in germania.. costano + di cento euro meno.
MI sono messa a tener sotto controllo le aste per farmi un idea del prezzo.. e poi mi son decisa. Martedì scadeva la mia asta alle 21.26.
Alle 20.00 mi collego, fino agli ultimi 10 minuti l'offerta rimane ferma.. poi negli ultimi minuti ci sono piccoli rialzi.. attendo -5 e rialzo un po, a -1 sto ancora vincendo ma negli ultimi 20 secondi il prezzo sale di 25 euro.. e la mollo.
Incazzata me ne vado a letto, "ma tanto domani sera ce n'è un'altra".
Mercoledì sera l'asta scade per le 21.46
Sono li alle 21.00. Verso le 21.30 è già altissima.. aspetto l'ultimo minuto per fare la mia massima offerta ma mi bruciano di nuovo.
Ieri sera scadeva un'altra asta. alle 21.26.
Mi connetto verso le 20.15.
Stasera non posso gareggiare, ho la piscina.
Faccio la mia offerta massima alle 20.15. poi spengo desolata per andare in piscina.
HO VINTO L'ASTA.
QUEST'ANNO VI DO'
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LE
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PASTE A
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TUTTI
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(PUNTO)
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giovedì, 24 novembre 2005
Ci son dei momenti in cui realizzi le cose..
Mi ricordo che quando ero piccina amavo tantissimo quella sensazione che si prova quando capisci le cose da sola. E siccome da piccola ero molto curiosa e di cose da capire e da scoprire ce n’erano milioni vivevo glassata e inebriata nell’adrenalina di queste scoperte. Che poi erano anche piccole cose, ma anche io ero piccola e mi sembrava tutto molto più grande.
Se c’è una cosa che molte persone mi riconoscono è la caratteristica di aver mantenuto la capacità di meravigliami e di entusiasmarmi per le cose tipica dei bimbi. E difatti è così che vivo certe cose.. con lo stesso stupore e la con la stessa gioia incontenibile. Proprio come quando si è piccoli e d’adrenalina te ne circola a fiumi. “ Di Pancia” come dico io.
E ve lo dico, che viver le cose “ Di pancia” a volte ti porta delle gioie che son inebrianti per i nervi e per i sorrisi. Son droghe che se ti ci abitui non c’è storia.. non puoi più stare senza.
E così ieri pomeriggio me ne stavo tranquilla nel mio ufficio, lavorando e ascoltando “ Controllo del volume di rombo” e un mio amico su messenger mi fa..: “ Maddai.. sai che vado al concerto ad Ancona” .. E non so come ma mi son messa a ricontrollare i concerti e ho SCOPERTO che il concerto di Prato è stato spostato e non è più il nove ma il due dicembre. Cioè, in realtà non c’è mai stato il nove.. c’è sempre stato il due, ma a me mi sembrava il nove. E siccome io il nove non ci sono allora avevo archiviato la cosa e fine.
E invece no. C’è il due, e io il due ci sono. (porcamerda).
Ecco, in quel momento ho realizzato che io a quel concerto nn sarei potuta mancare.
E con” non sarei potuta mancare” non intendo il desiderio forte di voler andare in un posto. Ma l’obbligo morale verso i miei nervi e la mia psiche che amano molto le sensazioni di gioia che certe cose sanno provocare.
Non avevo nemmeno fatto in tempo a capire questa cosa, che già le mie dita stavano digitando www.cencios.it .
C’è scritto che ci sono i biglietti in vendita da tiketone o da boxoffice. Ok. Fantastico.
Mi connetto a tiketone e digito subsonica. Mi trova i biglietti…. – ma non me li fa comprare -
Perfetto direi. Ci sono 4 call center. Li chiamo tutti e quattro. E nulla. 4 risposte uguali in 4 posti diversi. ( richiami domani per adesso non ci sono disponibilità)
Ma non mi do per vinta.
Cerco al boxoffice online e i biglietti non esistono. Non vendono nessun biglietto per i subsonica.
Mi sembra di giocare a bandierine.. c’ho il traguardo li davanti.. è una bel fazzolettino rosa che mi sventola davanti alla mano e io nn riesco a prenderlo.
Il senso di frustrazione è totale. C’ho le dita che mi fanno i numeri di telefono per conto loro.. e mi cercano on line i numeri dei boxoffice in toscana.
Bene.. trovo il numero di quello del mio paese e..
Non so se avete presente.. ma quello li è lo stesso in cui sono andata a prendere l’album Terrestre il giorno in cui è uscito.. quello che arriva quando gli pare, che si permette di domandarmi chi sono gli offlagadiscopax perché nn sa chi sono ( “Ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio,indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe.”), quello che ieri sera al telefono mi fa:
io: pronto, vorrei sapere se ci sono disponibili dei biglietti per un concerto..
Lui: MASSIE.. FIGURATI SE SI Fa ANCORA SERVIZIO BOXOFFICE
Io: ho trovato l’informazione su internet
Lui: si vede ancora non hanno capito che NOI non lo facciamo più. Mica ci conveniva
Al che gli ho schiantato il telefono in faccia senza dire altro. Ecchecacchio.
In quel momento è iniziato il mio peregrinare per i box office toscani.
Chiamo Arezzo. Controlla. Biglietti nn disponibili.
Persona gentilissima ( che insomma.. per un aretino… ): Mi dice: prova a chiamare il locale.. magari ti sanno dire qualcosa.
Chiamo il locale, e li scatta la tragedia.
Io: vorrei sapere se ci sono i biglietti per i subsonica
Lui: si..
Io: me li tiene da parte vengo a prenderli sabato
Lui: no non si puo
Io: maccomeee..
Lui: non si può..
Io: ma non posso trovarli da altre parti.
Lui: si al boxoffice
Io: il box office non ce l’ha
Lui: impossibile
Io: possibilissimo..li ho chiamati 10 secondi fa.
Lui: ci deve essere un disguido.. ora li chiamo.. vedrai che domani li puoi trovare , oppure vieni stasera a prenderli al locale..
Io: si.. che difatti sto li dietro l’angolo… sono di Montevarchi.
Lui: mi spiace ma proprio nn posso tenerli…
E li la sensazione di sfasamento interiore si è amplificata all’ennesima potenza. Perché una cosa è : non andare perché non ci sono più biglietti, un’altra è: non andare perché tu non puoi avere i biglietti che ci sono.
Allora cerco di intercettare qualcuno che possa prenderli a Firenze… ma hanno tutti impegni, hanno i fratelli all’università, le macchine rotte, le donne che li aspettano.. E io mi rodo dentro…
Cerco di capire se posso andare a ritirarli a Pisa ( ci sarei dovuta andare stamani per altri motivi), ma il boxoffice di pisa fa solo dalle 13 alle 16 ( e son misteri… )
Chiamo anche livorno per sapere se fanno servizio.. e il tipo dice si.. Cerco di mandarci la Ottola che mi dà buca.. ( grazie.. me ne ricorderò.. :P )
Però chiamare livorno mi serve.. perché scopro che sono di nuovo disponibili..
E richiamo arezzo.
Il tipo di arezzo credo che mi senta dalla voce.. e quando gli dico:
Io: “ascoltami..” io ora vengo costì da Montevarchi.. quanti biglietti ci sono?
Lui: Novanta
Io: ecco, un ora fa erano dueGento , quindi te ora prendi e me li stampi, che se io vengo costì a fare un giro a vuoto…. ( scatta la viulenza sul serio)..
Lui: ….
Io: dai.. ora me li stampi
Lui: ok dai.. dammi i dati
E QUI è venuto giù lo stadio dentro di me. Hai presente le campanine, i coriandoli di petali di rose..
I profumi d’incenso.. ecco: tutta un’altra cosa…
Erano urla dentro.. e gioia di quella violenta. Di quella che ti fa cantare a squarciagola in macchina mentre guidi nella sera andando ad Arezzo. Gioia che ti fa sorridere da sola mentre cammini in un marciapiede spazzato da un vento di un grado. E non senti il freddo e le gambe ti vanno volando. E le luci sono più belle e tutto è magnifico.
Eeeh si.
Adrenalina modalità on.
mercoledì, 23 novembre 2005
Oggi vorrei scrivere qualcosa di intelligente e carino.. che sò.. una delle robe fiche che scrive late.. o un po pungente come le parole di bla..
Un piccola pozioncina alla Tollì.. o una roba acculturatissima come laurezza. Un po di vento e nuvole di T8.. o una pozione di cuore di pequik..
Un tramonto di respiro.. o una penna dello struzzo..
Ma in realtà non sono molto concentrata.. e l'unica cosa sensata a cui riesco a pensare è la strategia per vincere la mia asta di Ebay di stasera.
Che se qualche beccaccino crucco mi rifrega gli sci come ieri sera mi incazzo di brutto e scatta la
VIULENZA
martedì, 22 novembre 2005
;
Nei momenti di crisi le famiglie si uniscono. Nella mia questo è dimostrato dal fatto che mia mamma stamani ha comprato la colazione per tutti.. E' tornata dalla bottega con una borsina piena di fagotti. A mia sorella un panino con la mortadella.. a mio cognato con tonno e capperi. Per se un panino con la mortadella. A me uno Yogurt ai frutti di bosco.. da dividere a mezzo con mio padre.
Che solo l'idea che mi sono persa il periodo di transizione in cui mio padre ha iniziato a mangiare gli Yogurt mi sembra una tragedia.
Piccola e sana ironia.
E intanto il Pratomagno è imbiancato di neve e il cielo pieno di nuvole, la testa mi scoppia e vorrei un contorno occhi degno di tale nome..
lunedì, 21 novembre 2005
domenica, 20 novembre 2005
Ci ho provato oggi a seguire il discorso di quel prete che di logica non ne aveva nemmeno una leggera parvenza. E' che non ce la faccio a credere a nessuno Signore dei cieli misericordioso che accoglie i suoi figli immergendoli nell'amore eterno. E' che non ce la faccio a credere che è una festa.. è un arrivederci. Perchè se anche esistesse un paradiso io non ci finirò. E quindi è un saluto definitivo questo, in tutti i casi. E' che non ce la faccio a trovar giusto che l'ultima parola su di una persona venga spesa da uno che non sò quello che dice, sentir le solite minchiate ritrite. E se esiste un aldilà ci poui star certo, prete, che lui era dietro di te con la sigaretta in bocca, ti batteva la mano sulla spalla e per farti capire che stavi dicendo una stronzata usava una delle sue espressioni più colorite.
sabato, 19 novembre 2005
Ci sono molte cose dentro in questo momento difficile. Questa canzone è l'unica cosa che riesco a tirar fuori da me.. adesso...
Cerchi Nell’acqua
Frantumare le distanze. Superare resistenze
E riconoscersi per creare. Camminare senza chiedersi perché
Il tuo viso le mie mani sono la stessa gioia immensa
È luce invisibile da succhiare. Camminare senza chiedersi perché
E fermarsi un istante per considerare
che il respiro è un dettaglio che ci rende uguali
Come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono Frantumare le distanze. Superare le esistenze
E riconoscersi per creare. Camminare senza chiedersi perché
E fermarsi un istante per considerare
che ogni istante si scioglie in quello a venire
Come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare
e si infrangono
venerdì, 18 novembre 2005

Per tornare un attimo indietro... Click
Surfing: Audioslave - Yesterday to tomorro
Tre gradi stamani, esco di casa guardando il mio fiato palpabile. Sento il freddo pulsare come questo giro di basso. Non appoggio nemmeno la schiena al sedile. Rimango in bilico appesa ad un cielo dorato soppesando leggera la felicità di questa visione.
Mi sento alle stelle in questo venerdì. Sospesa d'oro come queste mie nuvole. Adoro queste mattine di freddo quando la felicità è così vicina che puoi allungare la mano e toccarla.

giovedì, 17 novembre 2005
Il bel lavanderino...
Dicono che di notte coi sogni vengono a galla desideri e bisogni che durante il periodo di veglia teniamo repressi dentro di noi.
Non ho mangiato peso ieri sera..
L'immagine era quella di una porta scura e un pavimento di graniglia bianco e nero. Lui di spalle alla porta. L'acqua che entra da sotto la porta mentre lui ascolta la musica. Si gira incredulo guarda l'acqua..
"ma porca ******, che sta succendendo??? "- qualcuno si è dimenticato di mettere il tubo della lavatrice e la casa è inondata di acqua saponosa.
Sai uno di qui tubi grigi come quello che aveva mia nonna.. e quello stesso odore dell'acqua saponosa che sentivo a casa di mia nonna.
Lui si mette a urlare con qualcuno di non ben precisato: " ti sei dimenticato un'altra volta di mettere il tubo della lavatriceeeee"
La scena cambia.. Lui scalzo senza ciabatte che con stracci e spazzolone cerca di togliere l'acqua e preso da un vortice di passione si esibisce in scivolate lungo un corridoio lungo e illuminato con una palla strobo anni 70. Poi si ferma e brandendo lo spazzolone come un microfono attacca :
Se tu
chiudi gli occhi
e mi baci,
tu non ci crederai
ma vedo
le mille bolle blu
e vanno leggere, vanno
si rincorrono, salgono
scendono per il ciel.
Blu
le mille bolle blu
Blu
le vedo intorno a me
blu
le mille bolle blu
che volano e volano e volano
Blu
le mille bolle blu
blu
mi sento dondolar
blu
tra mille bolle blu che danzano
su grappoli di nuvole
Dentro a me le arpe suonano
bacio te
e folli immagini
giungono.
Blu
le mille bolle blu
blu, le vedo intorno a me
blu, le mille bolle blu
che volano, mi chiamano, mi cercano
Amor
impazzisco di gioia
se vedo passeggiar
nel vento, le mille bolle blu
un bacio, ancora un bacio
si avvicinano
eccole eccole
sono qui
Ovvio che ogni volta che bice blu lui si appoggia il dito indice alle labbra per fare il verso a Mina...
fra una e l'altra scivolata nel corridoio si è esibito anche in un allungo alla Fred Aster..
Se qualcuno si riconoscesse nella mia visione notturna è pregato di farsi avanti..
Anche perchè se tutto questo significa che devo fare pulizie di casa in maniera approfondita... :[
mercoledì, 16 novembre 2005
Se penso al 16 Novembre mi viene in mente solo l'autunno e i colori caldi e le foglie che frusciano sotto i piedi. E i primi maglioni e il fuoco e le castagne. Le corse per arrivare presto a casa e le prime sere di freddo. E il mio pile azzurro che è di nuovo dentro l'attaccapanni.
E invece no. In Sardegna l'autunno non esiste. Non ci sono foglie e scale di rossi e marroni. Non c'è il freddo e il mare, appena spunta il sole, è dello stesso colore blu che d'estate. Solo una cosa manca per fortuna, la gente.
Ma c'è sempre il profumo del mare quello si, fortissimo e lo sguardo si perde ancora nel confine sconnesso che divide il cielo con il mare.
Ed mi son persa di nuovo fra le sue simmetrie..

domenica, 13 novembre 2005
Paolo Benvegnù - Piccoli Fragilissimi film ( Sport )
Click (Catherine)
Ieri sera mi veniva in mente un pezzo di un Barnum di Baricco relativo ad una visita alla Biennale l'ultimo giorno della mostra. In questo pezzo racconta l'aria dismessa della mostra, la tristezza/leggerezza nel vedere una mostra già in pantofole.. ( bellissimo Barnum).
Ma questa è veramente tutta un'altra storia. Si perchè ve lo dico, Signori e Signore, ieri sera alla Flog di Firenze si è conclusa la "Tournè" di Piccoli Fragilissimi Film di Benvegnù. E non era un concerto in pantofole, ma uno da doppiopetto e bombetta. E oramai ve lo siete persi.. e non c'è possibilità di replica, purtroppo.
Arriviamo alla Flog e stranamente nel centro c'è un campetto da tennis ( da tennis?) e degli arbitri che attaccano nella mani della giovani donzelle piccoli adesivini trasparenti.
Due giocatori giocano in un partita di tennis invisibile e un distinto Signore suona una musica di sottofondo. Finche Il Sig. Paolo si stufa di girare fra la gente e sale sul palco. Una voce informa che sul palco è a disposizione uno spazio seduzione. La musica comincia.
Mi ritrovo immersa in queste canzoni che ascolto da un anno circa e che molto amo. Il pubblico è veramente contenuto, inebriati e fedelissimi fans di lui e degli scisma, tutta gente che non è affatto li per caso. L'esecuzione live è veramente emozionante. I pezzi degli Scisma si intervallano con quelli del suo album. Subito dall'inizio del concerto è il chitarrista una delle atttrazioni principali ( Massimo Fantoni nato ad Arezzo 18 febbraio 1969 75kg 1.75 altezza). Dotato di scioltezza dinoccolata si esibisce in ondeggiamenti altalenanti degni di un equilibrista. Un uomo, una molla. Che solo per quello vale la pena di esser venuti.( anche il capellone saltellante alla nostra destra altro non èche un'altro dei suoi bassisti.. )
Il concerto passa attraverso molti pezzi, ma raggiunge la vetta con "Catherine" che parte con un assolo a chitarra e voce e si arricchisce via via di tutti gli strumenti e finisce in brividi e la voce di tutto il pubblico. Fantastica. Cioè, veramente bella oltre ogni misura.
Dopodichè escono dal palco e inizia una musichetta.. possibile che il concerto sia già finito?? la gente si guarda un po' stranita..
Ma dopo un paio di minuti rieccoli sul palco..
Vestiti..
Cioè.. Vestiti è una parolona... Mascherati da sportivi. Il bassista da pugile e paolo con una divisa da judo, il tastierista da tennista.. e il chitarrista ( che già vestito normale di faceva sgainare.. ) con un paio di pantaloncini mare occhialini da piscina neri e cuffia. La gente piegata in due dalle risate.
Ci comunicano allegramente che il piccolo adesivino donato alle fanciulle altro non è che viagra femminile.. e che se dopo il concerto si genereranno orge spontanee sarà solo e solamente per opera loro.. ( la gente piegata in due,, )
Ricominciano a suonare giocando e tirano fuori sette otto pezzi veramente surreali. Fantastici. Non ci sono altre parole. Un clima veramente surreale. Specialmente il chitarrista.. cioè via.. non si può descrivere.
Dopodichè rispariscono dal palco e ritornano vestiti diversamente ancora. Ed è la volta degli Scisma. Una versione di "Simmetrie" che lascia distesi.
Un concerto bellissimo, è la prima volta che lo sento suonare live. Non sò se stasera è stato speciale o meglio o peggio di altre volte. Ma son sicura che non sia stato un concerto in pantofole.
Son brividi che rimangono fra le pieghe dei sorrisi.
Nota
Qualora il Sig. Paolo Benvegnù dovesse mai leggere questo post vorrei porre le mie rimostranze in quando per motivi lunari non ho potuto usufruire del servizio Orgia ..
Vorrei sapere come fare per avere il rimborso. Grazie.
Paolo Benvegnù
venerdì, 11 novembre 2005
Oggi è assolutamente venerdì. E io son felice. Primo perchè oggi non c'è il capo in ufficio .. e quindi è già un po festa. E questo nn significa che non si fà nulla.. anzi oggi c'ho una giornata di quelle pienissime compreso pomeriggio con commercialista ( e mi fermo qui). E' solo che c'è tutta una calma innaturale. Ecco. Poi domani mattina con gioia mi appresterò a fare il cambio dell'armadio. Che Fatasbantuf.. se avessi il numero ti chiamerei alle 7.15, giusto per svegliarti.
POi domani sera il concerto. Che non vedo l'ora.
POi domenica il compleanno e poi domenica sera parto per la Sardegna.
Aimè il bello si unisce al brutto. Vado a fare il funerale alla gippettina. Mi piange il cuore...
Insomma saranno giorni con parecchie cose da fare...
Bacio le mani a tutti.. e statemi bene.. :)
giovedì, 10 novembre 2005
Visto che oggi è giorno di paghe, ho da finire di inserire le distinte basi e da fare la spedizione...
M'è venuto in mente di fare sta piccola cosa e l'ho fatta.. ManuFata

Buon Giovedì.. e che ogni goccia sia un bacio.
mercoledì, 09 novembre 2005

Vorrei essere un polipo con tante piccole manine.. per catturare di te tutto quello che mi sfugge.
martedì, 08 novembre 2005
FataGrisù
Ma ve lo ricordate Grisù? Dai.. quel cartone che c'era quand'ero piccina. Grisù era un draghetto con forti problemi d'identità, il primo caso documentato di disadattamento infantine mostrato nei cartoni. Erano gli anni dell'ape maia e di Candy candy, di lupin. E di Grisù.
grisù viveva la sua vita angosciato da un tremendo problema fisico. Nei suoi sogni lui voleva essere un pompiere ma finiva che in ogni puntata incendiava qualcosa più o meno gravemente.
io non me n'ero mai accorta che da grande volevo fare Grisù. Ma si vede che certe cose ti rimangono dentro e si manifestano quando meno te l'aspetti.
Ieri all'ora di pranzo durante la spesa ho infatti comprato due pezzettini di carne per il bollito. E i tortellini. Che non era freddo ieri a pranzo. Ma in queste prime sere di novembre casa mia non è proprio caldissima e l'idea di una bella minestra mi allettava alquanto. Ho messo la pentola con la carne e le verdure e tanta acqua fino all'orlo.
Problema: Quando sono andata via per tornare in ufficio, evidentemente, mi sono dimenticata di mettere il fuoco al minimo come faccio sempre.
Risultato. Sono arrivata a casa e l'odore del bruciato lo sentivo da fuori, prima di entrare in casa.
La casa era invasa di fumo denso e nero. Non ho idea di come sono riuscita ad arrivare in cucina perchè dalla furia non ho nemmeno acceso la luce.
Ho iniziato ad aprire le finestre e il garage, tossento e con urti di vomito che non mi abbandonavano mai. Tremenda sensazione quella di non poter respirare..
Era surreale stare in giardino e vedere tutto il fumo nero e pestifero uscire da tutte le mie finestre. Sono immagini che ho fissate dentro gli occhi. Sono stata con le finestre aperte fino alle 10 di sera. La casa è ancora piena di puzzo schifoso.
lo stesso puzzo è nella mia gola.
La cosà che mi lascia più arrabbiata è che durante tutto il pomeriggio io ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa che non andava..
Spesso mi capita di avere questa specie di sensazione.. Per esempio quando perdo una cosa ma ancora non mi sono accorta di averla persa.. quando sto combinando un guaio ma ancora non mi sono resa conto del danno..
Non riuscire ad interpretare questa sensazione è davvero stupido da parte mia.. e tutte le volte mi mette molto in crisi.
M'è andata di lusso. Per stavolta.
lunedì, 07 novembre 2005
POST POST
Em.. il treno è arrivato in ritardo sul serio.. Il nostro tavolo era nel centro del locale.. E non s'era l'unica coppia gay. Che poi non siamo gay. Ma la cameriera tanto non ci avrebbe creduto.. E comunque non ci siamo tenute nemmeno la mano.. OVVIA :)
Il cibo del giapponese credo sia la cosa più buona che ho mai mangiato in vita mia. Più che i maccheroni di mia nonna, più che le melanzane alla parmigiana.. più che tutto.Il giapponese è il sapore del mare. E io l'adoro. E non poteva essere altrimenti.
Teresa invece ha il sapore del cuore. E io ti adoro. Sono felice che tu sia venuta.
domenica, 06 novembre 2005
Alessandro Baricco - Senza Sangue
Baricco è un autore a cui sono legata in maniera strana.. per certi versi lo amo a dismisura o meglio.. amo a dismusura il suo modo di scrivere, la poesia e la ricerca nella forma.. per certi altri a volte mi sta veramente sù, nello specifico quando la sua ricerca nella forma si trasforma in leziosità. E chi ha letto, per esempio, Castelli di rabbia ne sà qualcosa.
Non avrei mai creduto di poter leggere un racconto più bello di oceano mare. Ma come spesso accade mi sbagliavo. E di grosso.
Ho comprato senza sangue attratta dallo scarabocchio rosso in copertina.. come uno di quei segni rossi che io faccio sui foglio quando sono al telefono e mi mettono in attesa e allora non sapendo che fare gioco a fare i i disegni a caso.. che poi tanto lo sò che non vengono fuori capolavori.. ma a me piace scarabocchiare e poi dare del senso a quei disegni che senso non hanno. Ho iniziato a leggerlo in treno , sabato scorso. E l'inizio è abbstanza scioccante. Violento. Ma le descrizioni della bambina sono poesia. Ti vengono i brividi ma non per l'orrore, ma per il contrasto con la scena e la bellezza e delicatezza. Come dicono i grandi cuochi moderni devi sembre abbinare i cibi in modo che uno sia croccante e l'altro tenero. Così fà Baricco. Descrive una scena di guerra e ferocia e dentro ci mette una bambina che si ripara in un buco e :
"Nina sentiva le finestre sfarinarsi sotto i colpi del mitragliatore. Poi lame di silezio fra una raffica e un'altra. Nel silenzio l'ombra di suo pradre strisciare fra i vetri. Con una mano si aggiustò la gonna. Sembrava un artigiano intento a finire il suo lavoro. Rannicchiata su un fianco , si mise a cancellare una a una le inprecisioni. Allineò i piedi fino a sentire le gambe perfettamente appaiate, le due cosce morbidamente unite, le ginocchia come due tazze in bilico una sull'altra, le caviglie separate da un nulla. Ricontrollò la simmetria delle scarpe, accoppiate come in una vetrina, ma di taglio, avresti detto sdraiate, per stanchezza. Le piaceva quell'ordine. Se sei una conchiglia, è importante l'ordine. Se sei guscio e animale tutto deve essere perfetto. L'esattezza ti salverà"
E ancora
" La bambina girò la testa e lo guardò. Aveva gli occhi scuri, tagliati in modo strano. Aveva le labbra socchiuse e respirava tranquilla. Era un'animale nella sua tana. Tito senti tornargli addosso la sensazione provata mille volte nel trovare quella stessa esatta posizione, tra il tepore delle lenzuola o sotto qualche sole di pomeriggio da bambini. Le ginocchia piegate, le mani in mezzo alle gambe, i piedi in bilico. La testa piegata leggermente in avanti, a chiudere il cerchio. Dio, com'era bella pensò. La pelle della bambina era bianca, e il contorno delle sue labbra perfetto. Le gambe gli uscivano da una gonnellina rossa, e lo facevano come un disegno. Era tutto così ordinato. Era tutto così compiuto.
Esatto.
La bambina girò di nuovo la testa nella posizione di prima. La piegò un po in avanti, a chiudere il cerchio."
Ma in assoluto è il finale la vera perla.. E là risposta a tante domande che mi sono fatta in tutti questi anni.. Ed è strano quando le cose ti arrivano così. E' come quando una persona ti chiede una cosa e tu sai la risposta ma in quel momento te la sei dimenticata, e poi magari, un giorno che pensi a tutt'altro, la risposta ti arriva fra le labbra a sorpresa. E rimani così, con quel senso di stupore mescolato a stupidità per non aver ricordato prima una cosa così ovvia. In questo caso la risposta non è molto facile.. è una risposta un po a mezzo.. è la via da seguire.. ma certe vie non si seguono da soli.. Bisogna essere in due, e non avere paura.
" Poi si girò verso Pedro Cantos, e fece quello per cui aveva vissuto. Si rannicchio alle sue spalle: tirò su le ginocchia verso il petto: allineò i piedi fino a sentire le gambe perfettamente appaiate, le due cosce morbidamente unite, le ginocchia come due tazze in bilico una sull'altra, le caviglie separate da un nulla, si strinse un po tra le spalle e fece scivolare le mani fra le gambe. Si guardò e vide una vecchia bambina. Sorrise. Guscio e animale.
Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con il desiderio di ritornare all'inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell'inferno ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell'assurda fedeltà all'orrore, ma scoprì di non avere risposte. Capiva solo che nulla è più forte di quell'istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell'istante per anni. Solo pensando che ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui venivamo. Ma d'improvviso clemente. E senza sangue. "
venerdì, 04 novembre 2005
Particolari Particolari
Son dei giorni che si parla di questo venerdì io e la Ottola.
Dai vieni di da me..
-ma non lo sò.. vedremo..., si potrei venire, si vengo.. -
Così stasera la Ottola arriva alle 8.30 a Firenze e io vado a prenderla..
Ieri mattina su mesenger:
O Ottola.. dove si và a cena..?
- aaa non lo sò.. ma tullo sai.. a me non mi garba questo.. a me non mi garba quest'altro.. bla bla bla..
ma si potrebbe andare al ristorante giapponese..-
ok.. spetta che trovo il numero e chiamo
******* Drin.. Ristorante Giapponese..
Si, buongiorno vorrei prenotare un tavolo per due domani sera..
******* (silenzio.. controlla.. ) Si ok c'è posto.. a che ora?
Verso le nove
******* Ok, qual'è il nominativo e mi può lasciare un recapito?
R*** , 33******.. senta una domanda.. la mia accompagnatrice arriva col treno.. se fà ritardo?
******* (silenzio) Non ci sono problemi al massimo mi dà un colpo di telefono..
Foglio delle prenotazioni
R*** x 2 ore 21.00 (lesbiche)
O_o
giovedì, 03 novembre 2005
Surfing: Audioslave - Out of Exile
Questo cd ce l'ho da un po.. ma credo lo tenessi li in attesa di qualcosa che ancora non avevo capito bene cosa.. Ok, tutti l'hanno stroncato
dicendo che è un po scontato e "già sentito". Ma io me ne frego. E anche se non lo avevo ascoltato molto ho cambiato idea. Da un paio di settimane ho fatto il cambio dei cd in macchina e lui c'è infilato dentro. Sta nella postazione numero sei dei miei cd. Pigio sei e arrivano gli Audioslave. O meglio arriva Chris Cornell. Che insomma diciamocelo, e diciamocelo(hahahaha), anche se non sapesse cantare c'avrebbe il suo perchè. Ma il discorso invece è che lui sà cantare. Ecco.
Eccome poi.
E me ne arcifrego se la sua voce non è graffiante e di protesta come quella di De la Rocha ( che non era roco per nulla.. )(ok.. battuta pessima... lo sò) e lo sò che loro non sono I Ratm e nemmeno si Soundgarden. Difatti. Son gli Audioslave. E a me mi garbano. Mi spiace sempre più non essere andata a flipout a bologna in giugno. Mi sarebbe piaciuto sentirli live. Ma parecchio.
Mi accontento di questo cd che ascolto spesso in macchina e a lavoro. E mi piace.
C'è una canzone particolare che poi ho destinato ad un evento particolare che deve ancora succedere, ma che io sto vivendo già dentro me. Me lo immagino già in ogni particolare e sfumatura per come sono impaziente.
La mia prima pista di quest'anno sarà la Saslong, che dal Ciampinoi scende fino a Santa Cristina.
Le otto e trenta di mattina, io nella mia tuta nera e cappellino nero. I miei sci nuovi sotto gli scarponi e le gambe che tremano di fifa.
Conosco già quella sensazione di paura che si prova quando rimetti gli sci dopo vari mesi.. Che poi, quel muro li in punta alla Saslong non è mica facile di mattina quanto la neve è dura. E io ho gli sci nuovi.
E me lo ricordo bene quanto ho impiegato per scendelo per la prima volta quel muro li. Che c'avevo lo stomaco in gola per la paura e le gambe mi balavano l'alligalli... invece che sciare..
E quando sarò lassù in punta, che quando è sereno riesci a vedere così lontano che non sai nemmeno quello che stai guardando per come è lontano, quando sarò lassu metterò in cuffia "Be Youself" in assoluto la mia preferita. E all'inizio tremante cercherò di prendere il ritmo della chitarra, piegamenti e distenzioni, non c'è paura, sai farlo Serena. E sentirò il mio fiato spaccare la musica, lentamente. Cercando di adeguarsi al ritmo. Perchè non c'è cosa più bella al mondo che riuscire a sciare a tempo con musica che stai ascoltando. E poi quando è musica così.
Il primo anno che sciavo ascoltavo i Linkin Park, a volte i Limpbiskitz.. c'era da moririci.. mi sentivo urlare dentro insieme con loro. Erano corse e paura. Era bellissimo e folle e mi piaceva da matti. Poi ho passato un anno intero con la Bandabardò.. anche li era bellissimo.. diverso.. più .. come dire.. leggero. Meno da folgorazione. Poi non c'è stata più storia. Perchè io amo troppo la musica da folgorazione mentre scio. Ti fà schizzare l'adrenalina.
E io ci sarò quel giorno, con gli sci nuovi e l'adrenalina e gli audioslave.
E dentro di me sentirò gridare
Io sò volare Io sò volare
Io sò volare Io sò volare
Io sò volare Io sò volare
Io sò volare Io sò volare
Io sò volare
Io sò volare Io sò volare
Io sò volare Io sò volare
Io sò volare Io sò volare
To be yourself is all that you can do
To be yourself is all that you can do, eh
To be yourself is all that you can do
And to be yourself is all that you can
To be yourself is all that you can
To be yourself is all that you can do
mercoledì, 02 novembre 2005
Ascoltando Capossela..
Primo: da Feltrinelli a Firenze hanno fatto un ributolio. Non ci sono più gli scaffali nel mezzo alla stanza grossa, i libri son tutti girogiro alla parete e in postazioni basse nel mezzo.. che a guardarli sembrano come quelle isole piccine nelle lagune maldiviane.. solo che qui nn c'è il mare celeste ma un mare di parole scritte nere su bianco. Cremina via, che i libri non son proprio bianchi bianchi. E vorrei proprio sapere dove sono andati a finire i libri delle favole che c'erano in quello scaffale che guardavo sempre io, quello un po in fondo. Me li immagino che nuotano a rana in cerca di uno spiazzatino di sabbia corallina su cui posarsi. Che i libri di favole mica si mettono negli scaffali girogiro. Eppoi io mi vergogno a chiedere a quella ragazza li.. io li voglio trovare da me i miei libri. Che poi non è proprio così.. Non sono io che scelgo i libri.. ma i libri che scelgono me. E' che quando gli passo vicino loro fanno una specie di piroetta immobile per attirare il mio sguardo. Il colore delle copertine diventa più colore, la carta è più morbida e le parole si fanno più simpatiche.. E a me non mi resta che prenderli in mano e portarli via con me..
Mica lo faccio apposta. Sono loro..
Ah, una cosa. Se fai la tessera di feltrinelli.. e la fai da internet per poi andare a ritirarla.. ecco.. Non farla.. che tanto non la trovano quando vai li.. E ti tocca riempire di nuovo il modulo e tutto..
Secondo: il secondo punto nn c'è.. tutto qui per oggi.
martedì, 01 novembre 2005
Ero qui in casa pochi minuti fà.. ancora in pigiama, scompanato oltretutto, sola. Con le mani macchiate dei colori che sto usando per dipingere una scatolina per mia sorella.. senza ciabatte, as usual. Suona la porta. Il suono rimbomba nella mia casa silenziosa. Mi avvicino alla porta in salotto, scosto la tenda coi gomiti per paura di macchiare da qualche parte.. Sono i miei, infondo al vialetto..
Il primo pensiero è: cosa ho combinato adesso?..
Son tutti e due eleganti, la mia mamma coi capelli fatti, truccata (truccata?), tutta profumosa. Mio papà con un completo di velluto marrone ( doppio punto di domanda!!).
Entrano .. mi seguono in cucina mentre scambiamo due parole..
fanno finta di voler rimanere per pranzo ( meno male solo finta che dentro il frigo c'ho a malepena una costola di sedano morta.. ).
Poi mia mamma sorride e mi dice che oggi escono a pranzo perchè è il loro anniversario. 45 anni che si sono messi insieme. Quarantacinqueanni.
Mi sento stronza.. forse i miei sono esseri umani e io nn me ne sono mai resa conto. Forse non ci sto capendo un cazzo nella vita.
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