venerdì, 31 marzo 2006
Esco da lavoro, un po stanca. Vado a casa un attimo giusto per cambiarmi e alle 19.00 arrivo puntualissima.
Sottolineo, puntualissima.
Mi accompagna con una borsina in mano con dentro un accappatoio bianco e degli zoccolini di gomma arancione, numero 39/40, le mutandine di carta. Ok, gli zoccolini mi stanno precisissimi, ma i passi da compiere sono pochi d'altronde.
Avvolta nel mio accappattoio mi dirigo in una stanza in penombra, ci sono delle chaise longues in midollino marrone. Un accogliente profumo speziato sprigionato da alcune candele accese. Mi fanno accomodare, mi danno una tisana ( secondo me snelli più.. quella che ho comprato anche io alla coppe.. ). Rimango li mezza stordita. La stanchezza mi precipita addosso. Mi sono quasi addormentata, con la tazza in mano, quando sento una voce gentile: "Serena?". Si sono io.
Lei è una ragazza minuta con i capelli belli e lunghi. Biondi, o qualcosa del genere, con riccioli larghi che arrivano a metà della schiena. Una voce gentile e pacata. Quasi sussurrata.
Il pavimento è fatto da mattonelle di pietra beige. Con forti venature e bolle. Apre una porta fatta con assi di legno appoggiate una accanto all'altra.
La stanza è essenziale. Semplice e nello stesso tempo bellissima. Le stesse mattonelle di pietra ricoprono tutto, anche il soffitto e nel centro un lettino sempre di pietra. Come una u al contrario.
Ci mette sopra un telo di nylon leggero, un asciugamano ripiegato su cui appoggiare la testa e mi dice di stendermi.
Rimango sorpresa nello scoprire che la pietra sotto di me è caldissima. Ho i brividi. E' davvero parecchio piacevole.
Non avevo fatto caso, ma nelle pareti ci sono delle bocchette della doccia. Le apre e un getto caldo cade su di me.
Lei sparisce e io rimango li sotto. Distesa. L'acqua mi batte sull'addome e poi ricade lungo la linea del collo e sulla pancia per poi scivolare sui fianchi.
l'acqua è piacevolmente bollente. La stanza si scalda.
Rientra lei, silenziosa come un folletto. O forse sono io che sono troppo stanca e mi sto lasciando andare a queste piacevoli coccole.
Comincia a passarmi sul corpo l'olio mescolato con li sale. Il profumo invade l'aria umida.
Mi massaggia con vigore. La pelle si scalda al contatto con il sale. Chiudo gli occhi come a racchiudermi in me. Cerco di rilassarmi e di mandare via ogni traccia di stress. Ascolto solo le sue mani e il massaggio ruvido sulla pelle.
Lei non parla, nell'aria una sfumata musica newage. Delicata.
Sento il suo respiro e le mani che massaggiano. I grandelli di sale.
MI dice di voltarmi. Ho paura di sgiullare nel telo di nylon. Mi muovo con cautela.
Metto il viso di lato e attendo le sue coccole nella schiena.
Quando ha finito mi avvolge nel telo di nylon e riapre le bocchette della doccia.
Io come un baco dentro il suo bozzolo che si crociola al calore. La luce tenue rimbalza nell'acqua e riflette nelle pareti ondeggianti ombre dorate.
Ipnotizzata non riesco a distogliere lo sguardo. Quasi una spiaggia, quasi un mare.
Il mio bozzolo si schiude e l'aqua calda mi sciacqua dal sale.
Autostrade di gocciole scivolano leggere verso sud.

Ps: Buon We Tollina :)
giovedì, 30 marzo 2006

Una scatolina di cartone, tante piccole cose dentro. Come una di quelle in cui metto i miei fogliolini.
Quasi una raccolta di cose preziose. Un contenitore bianco che racchiude il cuore, uno nero che racchiude la forza e la rabbia.
Lo ascolto con meraviglia e piacere.
E in un attimo siamo di nuovo distesi a parlare e sognare ascoltando il cinguettiio di un uccellino dalla finestra...
Adoro ascoltare la tua chitarra.
Troppi momenti passati insieme.
Surfing : Ben Harper -Morning Yearning
PS: Se non vieni in Italia, queta volta, vengo a cercarti a casa.
mercoledì, 29 marzo 2006
.. Sta cominciando l'eclisse ..

In realtà il giorno dell'eclissa dovrebbe essere un giorno funesto.
Ma devo dire che oggi mi sembra una gran bella giornata.
Le mie foto sono state inserite su Suggestionabili
E alcune foto di Firenze che ho pubblicato su Flickr verranno inserite in una guida turistica.
Mhà, io piglio e porto a casa. :)
martedì, 28 marzo 2006
Evviva l'Italia, evviva la Bulgaria che ci ha fatto dono del PIPPPERO
Ruotiamo le dita e uniamo le falangi, questo é il ballo del PIPPPERO
Amici servizi segreti bulgari, non sparage più al papa ma dedicatevi al
PIPPPERO
Popolo bulgaro - iù -. Popolo italiano.
Servizi segreti bulgari e italiani, via.
Sentite come pompa il Pipppero
Diù. Ruotate le dita. Unite le falangi.
Bene, ora ripetete con me:
più umano più vero.
Più umano più vero.
È un ballo straniero.
È un ballo straniero.
Qui l'atmosfera sa di PIPPPERO
Qui l'atmosfera sa di PIPPPERO
Se in discuteca balli u Pippperupippero
Se in discuteca balli u Pippperupippero
venerdì, 24 marzo 2006
Sorrido delle tue parole
Venere callipigia senza dote
Ben sapendo che la natura generosa
tutt’al più le ha fatte mute, quelle della tua razza
Sorrido osservando ben diversa grazia
Surfing : Afterhours - Dea
giovedì, 23 marzo 2006
Era l'agosto del 1978.
Avevo 5 anni i capelli corti e ricciolini e ero secca stronita.
Vivevo in via Soldani e avevo da poco perso il mio gatto Cenerone. A dirla tutta il gatto era proprio scappato di sua volotà perchè io lo prendevo per la coda e lo facevo roteare nel corridoio, poi alla fine quando la rotazione mi veniva bene lo lasciavo scivolare nell'impiantito di graniglia che mia mamma aveva cerato da poco. A dirla proprio proprio tutta quando gli facevo così al gatto gli prendeva la diarrea, e una volta la fece nella soglia di casa e mio cugino Stefano la pestò e la spanse ovunque. E mia Madre si arrabbiò con me. Ovviamente. Mica l'avevo fatta io, mica l'avevo pestata io.
Era l'agosto del 1978 e mio Padre aveva ancora una minimino rossa fegato con le strisce blu e bianche sul cofano.
Era la prima volta che andavamo in cappeggio, credo, e non avevamo ancora quello spirito d'adattamento che tutti i campeggiatori hanno.
Me la ricordo quella mattina che partimmo.
Mio Padre, mia Madre, mia Sorella e Io. La minimino con sopra il frigorifero e dentro un servito di piatti in vetro giallo da sei.
Non mi ricordo bene come aveva fatto a legarlo sopra, ma mi ricordo che stava ritto sopra la macchina.
Che mia mamma mi disse di controllare l'ombra della macchina per essere sicura che fosse ancora sopra.
Me lo ricordo come se fosse ora quel viaggio per il mare osservando l'ombra della macchina e giocando a fantasticare con il vento e l'ondeggiare dei miei capelli . Un viaggio passato guardando dietro e osservando l'asfalto scorrere sotto i miei occhi.
E sentire dentro l'allegria nello scorgere di nuovo i diamanti per terra, capire che il mare era vicino. Sentire il profumo di pini.
Quella vacanza, la mia biciclettina, quella piccola casina di legno in campeggio con i letti a castello. Ancora me la ricordo.
Quei piatti ci sono ancora a casa di mia mamma. Sono dentro un mobile, sono stati usati pochissime volte. A mio Padre non piacciono.
Dice che non gli piacciono perchè si vede sotto mentre mangi.
In quel mobile ci sono anche dei bicchieri coordinati in vetro giallo.
A mio Padre non piacciono.
Dice che non gli piacciono perchè non ci si vede dentro, quando bevi.
martedì, 21 marzo 2006
Una serata di malcelato egocentrismo
“ Che donna eh, Paolo? mi dice il biznesmèn vicedirettore generale del kombinator del lago Bajakal.
Fuori dell’ordinario, gli dico io. “
Paolo Nori – Ente Nazionale Della Cinematografia Popolare
Era il 1999 e probabilmente la mia vita, vista da fuori, non era poi molto diversa da adesso.
Vista da dentro sinceramente era un cesso.
In quel periodo avevo una palio nera che a ripensarci non lo so nemmeno io quanti soldi di gasolio c’ho speso. Era una macchina calcolatrice. Il pieno bastava giusto da distributore a distributore.
Mica facile.
Ma questa è un’altra storia.
E un giorno mi prenderò la briga di scriverle tutte, queste altre storie, magari un pezzo di questa e uno di quella, magari.
Oggi di storia ne ho una ben precisa da raccontare. Una storia con inizio e una fine. Non proprio, ma non è il caso di star li a fare il puntiglioso. Non oggi.
Era il 1999 e nella mia palio nera suonavano gli Scisma.
Una cassetta registrata da un cd. Una cassetta che si squagliò dentro in porta oggetti delle mia palio nera nell’estate del 2000. Era il 1999 io mi immergevo alle Maldive.
Era il 1999 io pensavo di aver capito tutto di me e invece non avevo capito niente.
Domenica 19 Marzo 2006, una giornata di pioggia e nuvole grigie e di agnello arrosto e una bottiglia di vino che impregna le mie dita. Viola, ma non di smalto.
Passo la giornata a casa. Ho messo a caricare la macchina fotografica, ho preparato un foglietto e un lapis. Stavolta voglio fare le cose sul serio. Stavolta me le scrivo le canzoni.
Stavolta voglio avere qualcosa di più del concreto oltre le mie emozioni, che poi lo so che tanto mi fregano.
Dormo anche un po di pomeriggio, che stasera voglio essere proprio in forma.
Mi vesto, la mia gonna da fatina che piace tanto ai bambini.
Faccio un salto ad una festa di battesimo che sembra un matrimonio. Proprio bella festa.
E poi mi ritrovo a San Pancrazio io l’alfa il maestro e un navigatore satelitare sbussolato.
Perché non lo so se ti è mai capitato di giudare guidato da un navigatore satellitare. Son quasi esperienze di vita. Specialmente se ti giuda in una strada che te non conosci.
Non ti resta che fidarti. Lui ti fa fare tutte le strade di topogigio da San Pancrazio fino a Sansepolcro.
Ma alla fine ci arrivi a Sansepolcro. Alle 22.26 in via Cherubino Alberti 36 al circolo Metamultimedia.
Puntualissima alle 22.26 proprio come ti aveva detto il navigatore satellitare appena partiti.
Sembra un miracolo. Perché quella strada che ho fatto ieri sera non la ritroverei nemmeno se avessi avuto una tanica di vernice rossa che gocciolava durante il percorso. Giuro.
Entrerà nella leggenda. Mi ci vedo già ottantaduenne, coi capelli grigi e la mantellina sulle spalle che racconto a Giulia Jr di quella notte di marzo con il cielo scuro e senza stelle, quella sera in cui attraversai paesi e boschi, in cui credevo di essermi persa , quella sera in cui giunsi in un posto sconosciuto e mi accorsi che in quel posto c’era contenuta una parte molto importante di me.
Il circolo è in una stradina buia senza lampioni. C’è una piccola porta a due battenti marroni, un pavimento di cotto di quelli vecchi, in cui puoi vedere il punto preciso in cui passano le persone. Di quelli lucidi. Di quelli delle case vecchie. C’è un corridoio con una stanzetta, dentro ci sono loro. Sorridono. Passo oltre e arrivo in una stanza. Piccola. Sai quelle stanze dietro le chiese, una specie di quelle.
Un bancone e davanti il palco.
Un posto modesto. Un posto che mi piace a pelle. Un posto di quelli che ci stai bene dentro.
Ci sono dei divanetti bassi. La gente c’è appoggiata sopra. Un po stratolata forse. Tipo quando ero piccina e guardavo i cartoni che mia mamma mi diceva che se non sto attenta mi viene la scoliosi.
( fanculo mamma.. ora posso dirtelo).
Non faccio neppure in tempo a togliermi il giubbotto che loro entrano passandoci in mezzo.
E salgono.
Dire che il palco è essenziale è già troppo. Ci sono due punti luce e poi le stesse luci che al concerto di Prato. Le chitarre e la tastiera la batteria.
Una pedana di legno e degli specchi, qualche cassa.
Prendo il mio foglietto.
Il concerto comincia con “ Schiena “ un pezzo nuovo.
Questo mi era piaciuto già la prima volta che l’ho ascoltato. Mi piace il testo e anche la musica.
Delle quattro canzoni nuove era quella che mi aveva colpito di più a Prato.
Neanche una parola e partono subito con “Cerchi nell’acqua”. Una canzone a cui sono molto legata.
E Poalo comincia a tessere di nuovo il mio mondo.
Non è poi così difficile in questo contesto estraniarsi dal resto.
Sono in piedi subito dietro i divanetti, nessuno para la mia vista. Loro distano non più di tre metri da me. E’ troppo semplice far sparire tutto il resto e sentirmi da sola. Avvolta da me.
Non è strano incotrare i loro occhi. Non so cosa vedono loro. Ma so cosa vedo io.
L’aria è rossa e calda, la musica è a un livello perfetto.
Segue “ Mani” una canzone nuova. Anche questa ha un testo davvero bello. Ora non mi chiedere come fa.. ma lo so che è bello.. ce l’ho scritto sul mio fogliolino..
“Mani “ (nuova) testo bello.
Si continua “ Mare verticale “ che canto davvero con gusto..
Le persone si muovono nelle poltroncine. Passa un tipo con un vassoio con sopra da bere, tipo a casa quando chiami qualcuno che ti porti l’acqua.... L’atmosfera è speciale, intima, famigliare. Non so spiegare, ma sembra una di quelle domenicha mattina di quando sei piccolo che sei in casa e hai tutto quello di cui hai bisogno intorno a te.
Poi la prima vera perla “Sono suggestionabile” Una versione veloce che già a Prato mi era piaciuta un sacco. Paolo salta e si agita. E’ fantastico.
Il mio fogliolino riporta “ Suggestionabili” veloce – folleto.
Mi entusiasmo. Il cuore mi martella forte. E il mio mondo è già completo alla quinta canzone.
( Meglio di qualsiasi Dio )
“Profumo” Altra canzone nuova.. “ nel silenzio i tuoi vestiti parlano” così bello che lo scrivo per non dimenticarlo.
“La verità fa male “ Anche questa nuova, a Prato non mi aveva colpito poi moltissimo.. riascoltandola la cosa cambia. La musica di questa mi garba parecchio.
Finisce la canzone , Lui non parla non dice niente. Le persone sono appese alle sue labbra. Gli sguardi son tutti catturati da lui. E lui canta. Si ferma giusto un attimo per ringraziare, il minimo per respirare. E riparte con una musica lenta.
La riconosco all’istante, “Quando passa lei” .. non resisto e nel foglio annoto: cantata superbamente. Che se ci penso agli aggettivi che mi vengono in mente a volte ci rido. Superbamente. Meno male che non ho scritto: con molto Pathos. Mi ci immagino nel semibuio a scrivere pathos mentre Paolo urla u-uuuhhhhhhh aaaaa.
Segue “Centro” una delle canzoni che amo di più in assoluto. In assoluto significa fra tutte quelle scritte dagli Scisma e non. Parte subito dalle parole una versione diversa dall’oroginale. Le chitarre di questa canzone sono uno dei tormentoni più resistenti della mia mente. In questa versione veloce forse perdono un po ma sotto le senti e rientrano in loop. Adoro queste mie ricorrenti fissazioni. La parte strumentale di questa è veramente da incastonare. Love supreme.
Dopo di che si ferma e si strasforma in un giullare.
Ci racconta che per una sorta di allucinazione collettiva noi sentiamo in Italiano ma in realtà loro sono un gruppo armeno, o transiberiano.. o tibetano.. o non so.. insomma.. sono confusa, mi perdo.
Ho sete, forse è per quello. E’ che insomma mi piacciono queste allucinazioni. E’ che vorrei avere un bottone, dentro l’ombelico magari, e poterlo premere a mio piacimento per riaverle.
E a pensarci bene se avessi un bottone dentro l’ombelico lo premerei mentre sono in salotto.
Che così glielo faccio io un po di casino a quella di sopra, che così la smette di camminare con gli zoccoli a gennaio. Con un impiantino decente e loro nel mio saltotto gli zoccoli gli si fanno arrivare in Pratomagno tutto di botto. Interessante opzione. Casomai mi devo ricordare di togliere i bicchieri dalla vetrina, prima di premere il pulsanteombelico.
Poi parte con “In dissolvenza” questa vera perla da intenditori.. che difatti devo concentrarmi per capire da dove proviene..
Finisce e gli altri scendono dal palco. Lui rimane da solo e dopo aver silenziosamente imprecato contro una chitarra inizia “Catherine”. Riesco a malapena a respirare. Riesco a sentire la mia voce che canta insieme con lui.
Questa canzone mi commuove sempre troppo. Troppo. Parte con la sola chitarra e poi si arricchisce con gli altri strumenti. Proprio come quella sera alla Flog.
Dopo di che si esibiscono gli Gnù pettegoli.
Uno spettacolo con pupazzi parlanti giullari narranti che improvvisano e prendono il sopravvento. Una sedia che sta per cadere, un bacio per interposto leccalecca.
Rido. Sorrido.
E’ stupido da dire. Ma mi sento a mio agio in questo posto.
E legato a questo momento una versione di “ Troppo poco intelligente “ in cui Paolo ancheggia cantando in cui tutti sono così ironici che il tutto rimanda un immagine surreale fantastica.
Fantastici. Io impazzisco per questa cosa.
Cocacola
Pepsicola
Ossoduro
Vaffanculo
Poi è il momento di “ Simmetrie”. Ho una lacrima in bilico sulle ciglia. Il suo ecquibrio non dura poi molto. Questa cosa è vorticosamente dentro di me. Descrizione calzante.
Fanno finta di andare di nuovo e di nuovo : ANCORAAAA
Il concerto finisce con una delle loro canzoni più dolci. Come a volerci lasciare una carezza, come mia nonna che quando stavo per andare via mi accarezzava i capelli e mi dava un bacio sulla fronte.
Che poi lo sapeva che tornavo il giorno dopo, ma lei me li dava lo stesso.
”E’ solo un sogno”
Mi dici che sono cambiata, che non capisci quali sono le mie priorità.
Io me lo ricordo com’ero nel 1999.
E io lo so come sono adesso, forse non ho capito tutto. Forse non ho capito niente.
Ma sò perchè nutro così tanta ammirazione per queste persone.
Non è facile prendere le proprie fragilità e analizzarle e deve esserlo ancora meno farne il proprio punto di forza. E quando capita di ritrovare negli altri lo stesso tipo di sensibità che riconosco in me stessa è impossibile non sentirsi attratti. E’ impossibile non ammirare chi riesce a fermare delle immagini così nitide di se stesso da donarne una perceazione reale anche altri.
”Non sono così pochi gli esseri sensibili, ma spesso questa sensibilità si riduce solo a un'estrema
vulnerabilità, all'avere una pelle indifesa, al non essere indifferenti
a ciò che li circonda, anche la più piccola. Ma tutto questo quasi
sotto una luce negativa. come se fossero costituiti solo di fasci di
terminazioni nervose. Tu invece, per quanto aperta e nuda nei confronti
di tutto, elabori le tue sensazioni e le tue emozioni, e se esiste sai
far emergere il bello dentro ogni singola cosa. E la cose più incredibile è che - non essendo per l'appunto una persona semplicemente sensibile - sai comunicare quello che senti.”
Questo è quello che riesce a fare Paolo Benvegnù.
Un concerto che ho apprezzato tantissimo.
E dentro una stanza in un posto che credevo mi fosse sconosciuto ho visto la parte di me che voglio assolutamente coltivare.
Ps: Comunque volevo precisare che alla fine non ho bevuto nulla.. e che insomma.. alla fine potrei anche sopportare di sentire i Negramaro( e sarebbe un sacrificio mica da poco), se non avessi il mio bottoneombelico, pur di stare di nuovo nella tua ipnosi.
Pss: Tutte le volte che ho scritto Paolo Benvegnù scrivervo anche Andrea Fanchi, Luca Baldini, Gugliermo Ridolfo Galliano.
Trepiesse: vedete un po di farvi invitare a Magazzenobis
lunedì, 20 marzo 2006
Carissimi amici della Bloggosfera..
Ma quant'è che non vi parlo di Benvegnù?
UNa settimana... MA che siamo matti..??
Se mi date un attimino di respiro finisco di scrivere la recinzione ( proprio così.. ) e poi la inserisco..
Ni frattempo deliziatevi con le PHOTO.
Aplutard.
domenica, 19 marzo 2006
Io quelli di Pistoia Blues sto cominciando ad amarli.
venerdì, 17 marzo 2006
C'e il sole oggi, e il cielo è sereno.
Il mio è un po meno sereno.
E' che tu ti impegni di brutto per oscurarmi con il tuo atteggiamento odioso.
Ma io nn ci casco oggi.
Oggi esiste solo quello che IO voglio.
giovedì, 16 marzo 2006
Mi dole la gola e ho il vaffeddove, stasera c'è il concerto dei Marlene Kuntz e mi sà che io nn ci vado perchè mi dole la gola e io ho il vaffeddove.
In realtà dovrei essere felice perchè il Verro è partito per una minivacanza fino a martedì e lavorare senza che ci sia lui intorno è sempre un'esperienza positiva. Per lo meno posso fare una sola cosa per volta.
Da notare che i miei sono andati in Sardegna a portare di là una pandina scalcinata comprata per il bisogno.
Mia madre mi ha appena telefonato dicendo:
"Appena arrivati in cima alla salita il Babbo ha parcheggiato nello stesso punto della Gippettina.. e io mi sono affrettata per scendere subito e per mettere due sassi dietro le ruote.. "
Malgrado questa botta di esilarante comicità mi sento giù. Sono stanca e mi sento deboluccia e ho l'uggia e a me non mi piace quando sto male e ho l'uggia.
Mi ci vorrebbe un bell'infermierino caldo caldo disponibile a curarmi...
( Sospiro )
Ps:Si accettano Mangiatori di Fuoco e Faccio uno strappo per Quelli con la Febbre.. ma solo se particolarmente qualificati.
mercoledì, 15 marzo 2006

Questo è il mondo che vorrei
lunedì, 13 marzo 2006

Ma vive ancora il sentimento delle cose
Vivono gli alberi le case i sassi i nostri sogni le tv a colori, le navi senza radici.
E siamo stupidi a pensare di esser soli,
senza più limiti senza più colori .
Ancora non mi rendo conto di quello che è capitato in questi tre giorni. Spesso mi capita di impegnarmi nelle cose e poi quando arrivano i frutti io non riesco a capire e a gioire simultneamente di quello che è.
Sono così, un motore diesel che ha bisogno dei suoi tempi per rielaborarare le cose, per riviverle e capirle. E' che le emozioni mi mandano in blackaout. Specialmente quelle troppo belle. Rimango li, rossa in viso, col cuore che mi precipita nel petto. E dentro è tutto così veloce che il fuori si ferma.
Tre giorni. Un finesettimana che è come una lavatrice di colori, con le emozioni che si mischiano, con i ricordi dentro di te che son così belli che non sai quale scegliere per primo.
Venerdì sera alla fine di una giornata pazzesca corro a casa e mi cambio, apro una nuova confezione di rush e parto. In macchina ci sono solo gli Scisma con me. E canto. Alzo il volume quando inizia "Completo". MI sento un pò pazza. Guido veloce zigzagando fra i camion con la musica alta. E sò che fra un po lo vedrò, forse la sentirò dal vivo. E i battiti tengono il ritmo. Finisce e io la rimetto. E urlo.
Ho il terrore di arrivare tardi, nemmeno dovessi incontrare il mio principe azzurro. E quando arriviamo davanti al locale prima delle nove e il locale è chiuso la situazione diventa abbastanza surreale. Si ride, si mangia e ritorniamo li che le luci sono ancora spente. Io sono Impaziente.
Faccio una figura abbastanza surreale con l'arbitro della Flog ;) . L'attesa è così fredda che una volta conquistata la sala nessuno si lamenta nell'aspettare quell'oretta e mezza.
Intanto mentre siamo li mi sconvolgo la mente per ricordare il titolo di una canzone che sento.. e che non ricorderò fino a domenica pomeriggio.. ma questa è un'altra storia. ( comunque erano i marta sui tubi - Tomorrow Never Knows )
Il controsenso è una piccola scatola con il palco messo per sghimbescio ( adoro mia nonna per certe sue parole). Ci son dei piccoli tavolini nel mezzo fatti con dei cartelli stradali. Niente di che. Mi piace. Ho l'idea che qui dentro sia più importante la musica del resto. E questo mi piace ancora di più.
Sul palchetto ci sono già gli strumenti ma io nn ci faccio molto caso. Ci sediamo vicino al banco. Si beve si chiacchera e il locale si riempie.
POi mi giro e Paolo è già sopra. (?)
Il palco si accende. Non le luci, ma gli strumenti. SOno avvolti in lucine colorate. L'altmosfera è bellissima. Intima. Tutto è avvolto da piccoli bagliori colorati. Come a mostrare solo parte di un tesoro. Come quando entri una stanza in cui c'è la luce di una candela e puoi solo intravedere il resto.
I resto che intravedi sono quattro cuori.
La musica inizia subito. Una canzone nuova di cui nn ricordo la musica al momento. Ma ne ricordo stralci di testo. Molto bello. Ma questa è una prerogativa di Paolo. Le sue canzoni sono sempre poesie.
Non parla alla fine del brano e parte subito con un'altra canzone nuova. Questa mi piace ancora di più della prima.
Il locale è pieno, la gente è concentrata e curiosa.
SI fermano solo un attimo e poi parte Cerchi nell'acqua.
Io nn riesco a star nel mio sgabello. Mi alzo e mi avvicino un po. Chiudo gli occhi per lasciarmi trasportare, ma subito mi costringo a riaprirli. Non voglio perdermi niente di questi momenti.
Spesso mi dicono che ho la capacità di estraniarmi quando mi interessano le cose e che riesco ad entrare in un mondo che è solo mio, in cui sento solo quello che voglio sentire e vedo solo quello che voglio vedere.
E venerdi Paolo costruisce un mondo per me.
UN mondo fatto da due chitarre un basso e una batteria. Da file di lucine e da musica che esce dagli strumenti solo per cadere dritta sul mio cuore e sconquassarlo.
E io non rimango immobile a farmi investire, ma apro le mie percezioni e per lasciarmi violentemente penetrare dalla gioia.
Gioia, non esiste altro da dire.
E' come quando cammini in punta dei piedi, è come il sapore di cannella nelle brooklyn, e come quando sei in mezzo al mare di notte e per la prima volta di accorgi delle stelle in cielo. Quando senti che quello che ti brucia dentro è così forte che dentro di te non ci può più stare. E ti viene da Urlare o da saltare.
Canta ancora una canzone Nuova e poi partono con delle perle.. ( e perdonatemi ma nn riesco a ricordarle in fila )
Una versione diversa di Suggestionabili ( molto meno Max Gazzè). E poi " E' stupido" che dal vivo è sempre Troppo bella.
Paolo sul palco è fantastico, a momenti è calmissimo e si muove appena sottolineando le parole solo con il movimento a mezz'aria della mano destra. Il palco non permette molto, ma in alcuni momenti si trasforma in un folletto agitato, d'improvviso chiude gli occhi e si avvicina agli altri quasi fossero corde a cui aggrapparsi prima di tuffarsi nella chitarra. Si piega e si racchiude intorno a lei. E la musica ondeggia tutto intorno.
E quelle mani grandi che si muovono veloci, scarabocchiate chissà da quali parole.
Guardo questi primi piani attraverso l'obbiettivo della mia digitale. E impreco per non averne ancora comprata una decente.
Il concerto procede e io quasi non mi rendo conto del tempo che passa. Sono completamente avvolta nella sua magia.
Fanno tutte le canzoni che amo anche degli Scisma. E poi fanno finta di finire. Si girano parlottano. E poi Arriva il Giullare Paolo.
Ci stupisce con una serie di canzoni in Tedesco.
UNa versione di " Troppo poco Intelligente" Perfetta. Aggressiva e cattiva nella sua voce da MASCHIO. Forse la più bella canzone di tutto il concerto. Concentrato di Ironia e Maestria.
Con Luca Baldini e Guglielmo Rodolfo Galliano che ci deliziano. ( approposito.. come faceva??) :)
Fantastici. Bravi.
Davvero. E' stata una serata bellissima. Un'altra volta. Grazie a Voi.
Forse non ho spiegato bene.. E' difficile spiegare cosa accade a questi concerti.. Immagina di avere una persona davanti a te. Una persona sensibile, un'artista che riesce a far scivolare fuori da se le proprie percezioni.
Già se fosse solo questo sarebbe bellissimo, ma non è solo questo:
E' come se ci fosse una scatola con tante cartoline, momenti emozioni che lui ha catalogato dentro di se..
In questi concerti accade che queste cartoline prendano vita in nove dimensioni..
Tummi dirai: come sarebbe 9 dimensioni FatB?
Ti risponderò: Si le tre dimensioni canoniche più tutte quelle dei sensi e poi quella del cuore.
E' come se qualcuno ti stesse parlando del tuo cuore e tu ascoltando scoprissi che lo conosce forse meglio di te.
Ecco cos'è.
E poi, come se questo nn bastasse un sabato passato a casa avvolta in quello che più amo, e una domenica in cui il mio nome viene pronunciato in due occasioni inaspettate, momenti in cui le guance si colorano di rosso, e io scopro di avere ancora quelle stesse reazioni primitive di quando ero bambina. E' che non sono abituata alla troppa gioia. E' che non sono abituata a sentirmi riconoscere dei meriti.
E' che forse ho proprio paura della felicità che sento dentro in questo momento.

sabato, 11 marzo 2006
venerdì, 10 marzo 2006

Quattro anni fà circa verso novembre una sera che ero al club il mio Istruttore mi domandò se ero interessata a fare un corso per diventare accompagnatore per disabili in acqua.
Me la ricordo quella sera e i dubbi che avevo prima di intraprendere quel corso.
Ma le cose quando le fai sono sempre meno difficili di quando le pensi e basta. E così è stato in questi anni in cui "ho fatto".
Ho imparato molte cose, molte lezioni.
La cosa più grande che ho imparato dai ragazzi che ho incontrato è che la loro vita è una vita normale in cui si scherza si ride si piange e si hanno problemi.
Abbiamo nuotato, siamo stati al mare, a cena, siamo stati sott'acqua.
Abbiamo vissuto e ci siamo conosciuti.
Ne ho incontrate tante di persone e molte di loro hanno lasciato davvero una traccia dentro di me.
Ho avuto anche la possibilità di incontrare il Campione Olimpico che ha vinto la maratona di Atene.
Voglio ricordare lui non perchè sia più importante degli altri, ma solo per comunicare che con la volonta si possono ottenere grandissimi risultati sempre. Questo è quello che ho imparato da una persona davvero umile e simpatica, una persona che ha tanta gioia negli occhi e che ne ha donata tantissima a me in una immersione che ricorderò finchè campo.
Oltre a questo è una persona che si prodiga molto per diffondere un messaggio importantissimo. Lo Sport aiuta a migliorare la vita di tutti, in special modo nelle persone disabili la pratica di sport da risultati davvero molto importanti per il miglioramento della qualità di vita.
Insomma è il caso di andare.. e se non è possibile guardare e in ogni modo TIFARE
giovedì, 09 marzo 2006
mercoledì, 08 marzo 2006
Ieri sera è iniziato il nuovo corso sub.. e ho due bambini.. ( bambini.. sono due ragazzetti di 14/15 anni.. se mi sentono che li chiamo bambini mi gambizzano.. ).
E' la seconda volta che tengo un corso a cui partecipano dei bambini e insegnare a loro mi galvanizza moltissimo..
Oltretutto i bambini sono in genere molto più bravi degli adulti.
La bimba ieri sera ha svuotato la maschera senza usare le mani.. quasi un mito.. ( e non tirando sù l'acqua con il naso!!)
Stamani sul corrire d'Arezzo c'è una pagina intera di servizio su una nostra iniziativa rivolta ai bambini delle medie. Gli abbiamo fatto una lezione in aula e poi li abbiamo portati in piscina a fare una prova sub. Fantastico lavorare con i ragazzini..
Ieri sera mi sono rimessa l'erogatore dopo troppo tempo..
E in questi giorni forse stà prendendo forma una sorta di spedizione sub in mar rosso per aprile che mi entusiasma un bel po.
Ovviamente mio padre ha solo una vaga infarinatura di questo. Per me invece è già tutto più che chiarissimo. Sono digià a Shark Jolanda Reef col pensiero.
Ed è per questo che dentro di me oggi godo di brutto.

PS: ho messo ora a scaricare il "The VERY Best off" di Amr di Diab.. hahaha Fantastico.
martedì, 07 marzo 2006
Elipra's photos
Canto per te
che mi vieni a sentire;
Suono per te che non mi vuoi capire;
Rido per te che non sai sognare;
Suono per te che non mi vuoi capire;
Nei tuoi occhi c'è una luce che riscalda la mia mente, con il suono delle dita si combatte una battaglia, che ci porta sulle strade della gente che sa amare, che ci porta sulle strade della gente che sa amare.
lunedì, 06 marzo 2006
AFTERHOURS @ SASCHALL FIRENZE 3 MARZO 2006
Sostanzialmente eravamo in quattro al concerto
Dottor Manuel e Mr Agnelli
Dottoressa Serena e Mrss FatB
Parto di casa con calma ma và a finire che arrivo in ritardo.
Un panino salsiccia e peperoni ( errore madornale ) mangiato parlando, avvolta da impazienti aspettative. Ok la prossima volta si lascia il giubbotto in macchina perché la coda per il guardaroba è lunga e soprattutto decisamente troppo pigiata.
Entriamo dentro e dopo alcuni minuti in cui si chiacchera e si inganna il tempo accade che sale un omino sul palco, un omino furbissimo che si aggiudica i primi fischi dopo averci simpaticamente detto che non si può fumare.. o omino… macchè tuvvoi!!
La folla non è per niente eterogenea. Se giri lo sguardo hai una visuale completa a 360°. Dal rasta, al fighetto in giacchettina. C’è specialmente una coppia davanti a me che attira la mia attenzione.
Due sulla quarantina, forse un po meno ma lei li porta male tanto. Lui barbetta da vero uomo di sinistra, lei con un vestitino rosso stile figlia dei fiori, ma un modello così brutto che anche una figlia dei fiori di quelle originali non se lo sarebbe messo mai. Una di quelle che la crema per capelli crespi non solo non l’ha mai usata, ma è talmente stordita che non l’ ha nemmeno mai vista alla reclame. Mentre son li che aspetto mi arriva un pezzo di discorso: “ ma è inutile! Loro non possono cantare in Inglese! La devono capire!”
E io che penso: Ma non potevi rimanertene a casa, te e tutti quelli della tua razza, che si stava più larghi!
Si abbassano le luci si alza l’adrenalina, loro entrano e dentro mi sento esplodere.
Il concerto comincia con “La sinfonia dei Topi “ e continua con alcune canzoni vecchie e poi sbarca alle tanto contestate canzoni in Inglese.
Personalmente sono curiosa di sentire questo album dal vivo. Devo dire che la traduzione e la versione cd non gli rende merito.. Le canzoni risultano più mosce rispetto alla versione Italiana.. ma questo non ha nessun valore. Non mi potrei mai arrabbiare andando a vedere un concerto. Non potrei perché credo che un artista debba esprimersi come meglio crede, perché non posso pretendere che si esibisca come io desidero, perché un artista sul palco è li per darti qualcosa, emozioni, vibrazioni.. e queste cose non hanno lingua.. se sei capace di afferrarle ( quando ci sono ) non stai li a vedere come…
Mi sembra davvero imbecille pretendere che le emozioni siano confezionate con stampi.
E il pubblico di Firenze purtroppo è capra. Forse non come quello delle altre serate.. ma lo è.
Perché una contestazione per la lingua è da caproni e non c’è altro da dire.
E invece io mi entusiasmo proprio per quelle canzoni miste che nella versione Manuel suonano in inglese,e che noi cantiamo in Italiano. Questi decoupage linguistici mi emozionano. Perché se è vero che non puoi costringere un artista è anche vero che non puoi costringere il pubblico.
E sono belle queste due voci che seguono una stessa musica, come due treni che partono insieme e che arrivano insieme seguendo due percorsi diversi.
Mi entusiasmo e canto a squarciagola.
Davanti a me un personaggio assurdo. Uno di quelli che va ai concerti per starsene piantato con le mani incrociate. Non balla non si muove e canta solo le canzoni di Germi e poco più.
”Questo pezzo è per tutti quelli che sono venuti al Tour in Inglese e che vogliono sentire le canzoni in Italiano”
Attacca “Sui Giovani D’oggi ci Scatarro su” e l’ebete si trasforma in un baco danzante. E io rido dell’ironia che ne lui ne quelli della sua razza sembrano percepire.
Scatarra su di te, se non te ne sei accorto.
Continua con alcune canzoni vecchie e si ammorbidisce molto in molti momenti in cui ringrazia il pubblico che esplode in ovazioni davvero calorose.. Esce un attimo..
”Scusatemi, sono andato a rimettermi la protesi.. “
Poi due chicche.. "Voglio una pelle splendida " in cui stecca i siii.. e ce li lascia cantare ..
Partono le prime note di “Rapace” e il pubblico và di nuovo in delirio. Un Dottor Manuel ci la fa cantare quasi tutti i ritornelli.
Apoteosi. E sembra che lui si diverta..
Bellissima.
Continua con molti “Grazie per essere venuti stasera” e continua per diverse canzoni in modo deliziosamente ruffiano. In questi momenti capisci che è veramente in serata… Ed è stupendo.
Ballo e canto.. zu zu zu zu zu zu zu…
Altre canzoni in Inglese, qualche fischio. Mi incazzo e urlo”ma rimanete a casaaaa!” Ma nessuno mi sente.
Non abito più lì da sempre
Ho avuto una vita
Altrove
E' solo una stupida villetta con uno sputo di giardino, ma sarà la prima cosa che comprerò
Quando mi sarò tolto dai coglioni da qui
Quando partono le note di Bye Bye Bombay il pubblico ricade però nella trappola del Dottor Manuel e lui ci lascia di nuovo cantare ed è di nuovo il delirio.
Escono per la seconda volta. Qualche secondo di attesa e poi parte l’ultima serie di canzoni.
Son brividi.. sai che sta per finire e non vorresti..
“vorrei rigraziare quelli che sono venuti stasera e che non hanno contestato il fatto che abbiamo cantato solo SEI Canzoni in Inglese.
Grazie di cuore a tutti voi”
Si accendono le luci e se ne và.
Considerazioni personali: Mi spiace per voi che non sapete apprezzare, che vi perdete dietro mille virtuosismi e insensati ragionamenti simil-ideologici che sinceramente non hanno ne logica ne verità.
L’arte è una trasmissione di emozioni.. e non ci sono lingue e forme..
Se la sai prendere la prendi, se non lo sai fare puoi guardare la Gioconda o uno dei miei scarabocchi e starai attento sempre e solamente a criticare.
La scaletta di Firenze è stata davvero molto bella.. L’atteggiamento sdoppiato di Manuel è stato fantastico sotto certi punti di vista.. forse non gli è molto conveniente essere così in polemica con il pubblico che tanto lo ama.. ma devo dire che mi piace questo suo dualismo. Mi piace che trapeli la parte umana di un Artista Fantastico e si credo che le botte che si è preso quel tipo siano del tutto meritate… Quando fischi è un discorso.. quando tiri addosso la roba è assolutamente giusto che tu ne prenda di santa ragione.
Unica annotazione che mi sento di fare: Credo che la scelta di marketing sia del tutto sbagliata e mal studiata. Avrebbero dovuto far uscire prima l’album in Inglese e poi quello in Italiano. Sarebbe stata l’apoteosi..
Ma a volte le occasioni non accadono nell’ordine più opportuno, forse.
Ps: il nuovo “pifferaio” è fantastico..
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Pss: ho trovato la scaletta.. e devo dire che la mia non è molto in fila.. hahah sono tremenda per queste cose..
venerdì, 03 marzo 2006

[Ci sarà un momento nel buio in cui allungherò una mano per toccare i tuoi baffi]
Tu canti solo per me stanotte*.
è nuovo piacere
che si avvolge
a tutto quello che credi
e il serpente che dorme ai tuoi piedi
ti disintossica le vene
dai resti del mio seme
verrò come un rapace
a mutilare lo scorpione
dentro nel tuo cuore, eppoi
se vuoi una mia reazione
essia
essia
essia
essia
essia
* Tranquilli.. non sono ancora così fusa da aver comprato tutti i biglietti disponibili ;)
giovedì, 02 marzo 2006

Oggi vorrei essere quella goccia li in alto.
Attendere il sole senza pretese temendo e anelando il vento.
La bellezza non è un qualcosa che si vede con gli occhi
ma è un attimo da percepire.
Oggi vorrei semplicemente lasciarmi andare a quello che sento.
Surfing: Paolo Benvegnù - Il Sentimento Delle Cose
mercoledì, 01 marzo 2006
Talking About My Little Hyena ( un po in acido, devo dire..)
Stramortita sul divano, già in pigiama e con sopra la mia copertina, ieri sera, mi apprestavo a seguire le Iene su Italia 1 ( italiaaaaaaaaaa uno ). Praticamente uno dei pochi programmi che seguo.
Senza stare a dilungarmi eccessivamente vorrei fare un paio di commenti..
Si lo so, sono un po in acido stamani.
Questione numero 1: Ma la Chiabotto è la figliola di Pappalardo? O forse discende direttamente da un minotauro?
Per carità, è bellissima .. ma se fossi il responsabile della sua immagine eviterei di farle mettere collanine giroCollo così aderenti.. no?
Questione numero 2: se metti un vestito così corto e gli slip neri.. non è il caso che tu indossi salvaslip con le ali bianche.. Non è proprio il massimo da vedere.
( ok.. non dico più nulla altrimenti mi accusano di essere invidiosa… )
E comunque la serata di venerdì si prospetta entusiasmante.. Manuelino con il braccio rotto e io con la gamba zoppa..
Surfing: Afterhours - Ballad For My Little Hyena
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