giovedì, 28 settembre 2006
- Gino?
- Oh?!?
- Domani vado in Spagna!
- Olè!
Ps: a Martedì
mercoledì, 27 settembre 2006
Ci sono certe persone che riescono a farmi piacere anche le cose che generalmente mi danno un po’ sui nervi. Ed altre che riescono a infangare e rendere odiose anche le cose da me preferite . Oggi il contrasto piuttosto stridente.
martedì, 26 settembre 2006
Vorrei capire a cosa cazzo servono..
No aspetta, ricominciamo. Che altrimenti mi lascio andare allo sproloquio e non mi sembra il caso.
Vorrei gentilmente che qualcuno di voi potesse spiegarmi a cosa servono i reality show.
Sono qui in cucina davanti alla tele accesa su italia 1 e con occhi esterefatti mi sono seguita lo spezzone serale del reality pupe e secchioni.
Sono allucinata.
Veramente.
Non posso credere che esistano certe persone e non posso credere ancora di più che questi sono i modelli che la nostra società mette in evidenza.
Perchè se anche posso concepire che uno stupidamente accetti di fare la figura dell'ignorante imbecille in televisione, che non lo farei nemmeno mi dessero un trilione di trilioni, non posso accettare che questo tipo di personaggi vengano messi in evidenza dalle trasmissioni.
Ma quali sono i valori che queste persone comunicano?
Che cazzo sanno fare questi? Quali sono le loro doti?
C'hanno un bel culo?
Ma possibile che nessuno si sia accorto che c'è un sacco di bellissima gente che ha dei bellissimi culi ma che ha anche un cervello funzionante?
Possibile che la cultura, la conoscenza, l'intelligenza, il gusto siano doti che nn contano più niente?
Possibile che mi tocchi accendere la televisione e vedermi questi personaggi qui?
Ma vi garbano??
Eppoi oltretutto ce n'è una che oltre essere ignorante e troglodita è pure brutta come i peccato.
Ma maremma maiala. A me mi ci piglia l'agonia a vedere questi qui.
Di questi primi giorni di "freddo" nuvole e vento ci sono molte cose da raccontare.
Viaggi in motorino sotto la pioggia per andare e tornare dalla Fiera di terranuova. Molte cose da guardare fra le quali l'Alfra Brera che a me mi piace e la voglio. Poi i bomboloni caldi del convento.
Poi il pensiero che Oggi, 25 anni fà è arrivato nella mia vita il mio più grande amore avvolto nel mio giubbottino di ciniglia azzurro.
E poi i banchini con le cose al decoupage e quelli con le porcellane che io adovo.
Ma più di tutti di quesi giorni mi è rimasto impresso il ditino di un bambino.
Passandro vicino a un banchetto della fiera in c'erano dei topolini dentro una gabbietta ho bisto due bambini che ci infilavano le dita dentro. E nello sforzo di arrivare a toccarli giravano il dito in tutte la maniere possibili.. Quelle dita piccole, quella curiosità di bambino mista alla gioia e allo stupore..
Proprio come me ieri quando ho cercato di toccare lo scoiattolo per l'ennesima volta..
Surfing: Afterhours - Quello che non c'è
venerdì, 22 settembre 2006

Ho in mente il tuo abbraccio quella sera che eravamo all'ospedale della nonna, quelle tue lacrime e la commozione nel capire che siamo uguali.
Anche se abbiamo avuto così poco tempo per stare insieme sò che lo siamo. Ho visto nei tuoi occhi tanto di quello che c'è nei miei.
Oggi guardo le tue foto e mi prende la malinconia.
Sarebbe stato bello averti qui, durante la mia vita.
giovedì, 21 settembre 2006
mercoledì, 20 settembre 2006

L'altra sera arrivo a casa e trovo il Gatto Piscione ad aspettarmi sullo zerbino.
Da quando sono tornata dalle vacanze non mi considera poi molto e insomma si sà che io sono un po permalosa.
Sà di avermi trascurato e inizia subito a lavorarmi ai fianchi.
Mi chiama con quella vocina come dire: ei! vedi che ci sono io?
Io mi siedo sullo scalino e lui subito mi si struscia alle gambe. Lo sà che lo adoro. E' ruffiano. Lo sà.
Sale sullo scalino e mi mette le zampine sulle cosce per strusciarsi ai capelli.
A quel punto tiro fuori la macchina e lui comincia a lavarsi.
Credo che la mancanza del collare gli comprorti delle visite inopportune che lui cerca di schiacciare o scacciare.
Si esibisce in contorsionismi evoluti.
Si lecca la pancia. Io la guardo e in un attimo che alza la testa inizio ad accarezzarla.
E lui fà una cosa inaspettata.
Mi lecca la mano come se fosse la sua pancia.
Ripetutamente.
Con gli occhi chiusi.
Sento la sua lingua ruvida che gratta le mie dita.
E dolcissimo.
Io non sò resistere ai gatti.
martedì, 19 settembre 2006

*liberamente inspirata dalle opere del MaestroMusante
lunedì, 18 settembre 2006

Dalle labbra scivolano apnee a piccoli sorsi,
irriverenti sorrisi sdruccioli.
Sapori che incontrano corrispondenze
in accostamenti inusuali.
Forme fumate si amalgamano.
Come due colori, si fondono.
Ho del mio cuore,
in un giorno di pioggia,
visioni in sedici noni.
giovedì, 14 settembre 2006
Pensieri Blues
Ci sono dei giorni che sai che sono magici. Lo sai da prima. Contengono un tale groviglio di aspettative che non possono che risultare perfetti.
Ho atteso a lungo prima di posare le emozioni sul foglio, di proposito.
Il mio modo di sentire le cose, molto primitivo e intuitivo, è formato da due stadi di emozioni.
Quelle che io chiamo emozioni a pelle e che sono tutte quelle che percepisco nel momento che mi accade una cosa e quelle che chiamo emozioni della pancia che sono quelle che rimangono poi, col tempo.
In genere tutto quello che scrivo racconta delle mie emozioni a pelle. E’ infatti molto difficile per me impedirmi di fissare tutta quella serie di particolari e sfumature che riesco a percepire quando mi accade una cosa bella. Io adoro quei particolari e me ne nutro. Li descrivo proprio perché so che se non lo faccio con il tempo quelle sensazioni svanirebbero per lasciare il posto ad altre, più profonde, più calcolate, vagliate. Una sorta di sciroppo di me che con il tempo raffina tutto quello che vivo e idealizza o ricostruisce o semplicemente rivive alcuni momenti.
Ho aspettato di proposito a scrivere della notte di Pistoia blues perché non volevo raccontare presa dall’euforia del momento ma volevo avere il tempo di rielaborare con calma quella notte.
Avevo bisogno che tutto si depositasse dentro me per poi poter cercare e riprendere quello che è accaduto e riviverlo non una ma molte volte e raffinarlo per coglierne appieno l’essenza di quelle ore.
In questa estate molte volte ho chiuso gli occhi e sono ritornata a quella sera, per lo meno tutte le volte che mi sono messa quel top verde pitonato, e tutte le volte che con le cuffie mi sono ritrovata sola ad ascoltare ancora quella chitarra e a sognare di essere ancora in mezzo a quella gente, con quelle pietre caldissime sotto i piedi, con la delusione per aver finito le batterie alla macchina fotografica ma con l’assoluta consapevolezza di stare ascoltando le sue mani che suonano.
A due passi da me.
Ho chiuso gli occhi per rivedere ancora l’azzurro di quel cielo in contrasto con i monumenti della piazza che colorano i contorni dei miei occhi di sabbia. Ho risentito le chiacchere con le persone intorno a me, venute da tante parti d’italia li a Pistoia.
E poi la luce che diminuisce per lasciare il posto alla sera. L’aria che rimane calda e l’odore della birra e del fumo.
E poi quando il concerto inizia la magia assoluta della sua voce bellissima e della sua chitarra.
Non riesco a ricordare la scaletta e poco importa. So che quella notte Ben era li con il cuore e tutto il pubblico se n’è accorto.Eravamo ipnotizzati e non abbiamo saputo resistere. Ci siamo fatti docili con le canzoni più dolci e abbiamo urlato con lui in quelle più impegnate.
So che quando è partita Glory & Consequence ho urlato con tutto il fiato che avevo in gola. Non potevo credere che la stesse cantando.
Ancora oggi riesco a sentire dentro di me la scarica di quell’adrenalina. So che quando ha cantato Power Of The Gospel il pezzo di chitarra all’inizio era qualcosa di molto simile al paradiso nel caso ne esista uno. E so che ho pianto. So che poi riuscivo a sentire la mia voce che cantava con la sua.
E questa è magia.
Non eravamo più in una piazza di gente. Ma solo io e lui. E questa è la sua magia.
Ho sognato tante volte di sentire quella voce vicino a me e di vedere quelle mani sfiorare quelle corde, ho sognato così tante volte le sue parole che quella notte mi sembrava impossibile finalmente ascoltarle. Sentirlo cantare vicino a me era come un abbraccio che mi è a lungo mancato. Come incontrare gli occhi di un amico che non rivedi da tanto. Come quei sorrisi che le persone che si amano si scambiano senza motivo. Era come tornare in una casa in cui non ero mai stata ma che conoscevo.
Molto di quello che provo è ancora solo a livello di percezione. E’ la percezione della bellezza e la bravura di un artista che rimane molto umile. Una persona che sa comunicarti molto e che molto ha da donare.
Una persona che ama e che lo sa trasmettere anche solo attraverso il movimento di tante mani che si muovono al ritmo della sua.
Quella notte ha ancora molto da regalarmi. E molte sorprese devono ancora accadere. Per il momento continuo ad ascoltarlo e a sognare di essere li di nuovo.
mercoledì, 13 settembre 2006

Ieri Sera è ricominciato OC
martedì, 12 settembre 2006
E' inutile ... sono qui che farfuglio dentro di me da un paio d'ore, ripeto, è inutile: Sono in acido:
E di brutto.
Non è per essere puntigliosa, non è che pretendo che sia tutto perfetto.
Ma rendersi conto di essere circondata da persone di merda è uno smacco abbastanza duro.
Perchè io sono fatta così: silenziosa, non dò mai troppa confidenza agli altri e non ne chiedo. Forse la mia freddezza disturba le persone. Ma è così che io preferisco essere.
Preferisco avere poche persone intorno ma quelle poche voglio che contino. Non me ne frega di fare l'amicona di tutti. Certo, conosco mille persone e ho confidenza con molte di loro. Ma questo si riduce alla parte più superficiale di me.
E' è così che voglio, ed è così che voglio conoscere loro.
Quando ami come amo io non puoi amare mille persone insieme. E' troppo estenuante. Troppo faticoso.
Ma preferisco passare per quella fredda piuttosto che per quella che parla a vanvera.
Non me ne frega niente di sparlare delle persone e non mi diverto a farlo.
Odio chi lo fà. Vorrei che le persone pensassero di più a se stesse.
Vorrei che la gente si rendesse conto quanto è ridicola quando parla male degli altri non tenendo conto quello che gli altri dicono di lei.
Si mettono in piedistalli e non riescono a comprendere che basterebbe un soffio per finire con il muso nella merda.
Perchè tutti si costruiscono una patina di rivestimento e non capiscono quano in realtà questa sia fragile.
E passano il tempo malignando invece di pensare a se stessi e a quello che li circonda.
Tutto questo mi deprime. Io non voglio essere circondata da questo tipo di persone.
Cazzo! Si!
IO sono diversa. Io voglio avere accanto persone come me.
Io voglio avere accanto persone come me.
Eccheccazzo.
lunedì, 11 settembre 2006
E allora dillo, Ben, che mi ami..
Se non trovo quel biglietto mi sbuccio.
Oggi è l'undici settembre.
La vita prosegue, avrei da raccontare delle immersioni di ieri e della giornata di mare.. della telefonata notturna della Tere, dello shopping a Firenze, del fatto che adesso posseggo un paio di mutande benetton con le pecore, dell'isola del Giglio che ieri era bellissima, di mia madre che mi domanda cose sulle foto.. Del fatto che parto per Barcellona il prossimo venerdì e che ci saranno con me i miei due piccoli nipotini ( hahah )
Potrei parlare di tante cose.
In questi cinque anni le cose sono tanto cambiate per tutti noi.
Ma gli uomini sono fatti per abituarsi ai cambiamenti.
Per reagire e per sopravvivere anche ai dispiaceri e alle paure più forti.
Non è facile vivere ed è ancora più difficile sopravvivere.
Nessuno di noi dimenticherà mai quella giornata e nello stesso tempo ognuno di noi cerca una via per dimenticarla.
Metto ancora questa foto, voglio ancora che la mia vita e quella di tutti sia piena di questa luce dorata.

venerdì, 08 settembre 2006
Vi devo raccontare che sto diventando una musicista..
Oddio.. forse è un parolone.. ma mi sto applicando.
Che amo la musica in maniera molto forte è cosa risaputa ai più.. che abbia tristemente tentato di strimpellare la chitarra a livello scolastico è risputo scarsamente, che fossi un genio con il piffero lo esclude solo la mi mamma che mi troncò la carriera in tenera età..
Ma sto avendo la mia rivalsa e per la legge del contrappasso è proprio lei ( e mio padre ) che mi hanno aperto la porta per la mia nuovissima passione.
Prima della loro partenza mi hanno domandato più di una volta che cosa volevo come ricordo del loro viaggio e io rispondevo sempre la solita cosa...
Più che altro mi piaceva l'idea di mio padre in aereo con quel coso sotto braccio.. Mi divertiva proprio l'idea di vederlo arrivare a roma con quell'attrezzo al seguito..
Perchè c'è da dire una cosa.. mio padre non conosce le mezze misure.
E io ero già consapevole che non me ne avrebbe preso uno qualsiasi.. ma che mi avrebbe comprato uno strumento professionale e bellissimo.. Non un troiaino di quelli da turisti..
Ma uno strumento con i controcog**oni.
E' fatto così i mi babbo.. o tutto o nulla.
O lo ami o lo odi.
O ti ama o ti odia.
O tutte e due insieme come nel mio caso.. ed è la peggio cosa.
Comunque alla fine il mio strumento non è arrivato sotto braccio a mio padre.. siccome alla sua ripartenza da sydney aveva un centinaio di kg abbondanti di sovraccarico bagagli è stato costretto a spedirlo. E' arrivato da solo in italia. Incelofanato ( si si.. non incelophanato.. proprio incelofanato.. ), su un cargo. Niente hostes che lo aspettavano con bicchieri di cocktail, o bandierine di benvenuto...
E' arrivato a casa dei miei e poi mi ha atteso nel salotto sopra al divano verde e nero.
Con mani curiose ho tolto il celofan e l'ho ammitato in tutto il suo splendore.
Emozionata.
Il legno di cui è fatto è liscio e chiaro. Lucido e decorato con dei disegni aborigeni bellissimi.
CI sono sopra degli uomini e dei serpenti, e delle mani. Tutti simboli che io conosco e che ho imparato osservando le cose che io portai dal mio viaggio laggiù.
C'è un librettino dove c'è scritto come si impara a suonarlo. Si appoggiano le labbra sulla sua sommità che è ricoperta da una cera, e si lascia passare l'aria fra le labbra che vibrano. L'aria la devi soffiare dalla pancia non dai polmoni.
Al mio primo soffio si è sentino solo un Fiuuuuuuuuuu forte. E la mia risata sonora...
Sono stata mezz'ora a soffiare soffiare in tutti i versi facendo vibrare le labbra in tutti i modi che conosco.
Nulla. Nemmeno una vibrazione.
Dopo un po è arrivato mio nipote grande... Non aveva bisogno di spiegazioni lui, conosceva già lo strumento. Se l'è appoggiato alle labbra e...
UANUANUAN ...
Io blu. Ma non mi sono persa d'animo.
Ora ci soffio dentro tutti i giorni. Cerco di fare come mi dice il librettino ascolto il cd e mi applico parecchio.
Non mi sono mai vista.. ma credo di essere abbastanza uno spettacolo quando suono il mio didgeridoo.
Magari un giorno riuscirò anche a suonarci Voodoo Chile.. Che quello sarebbe il massimo.. :)
giovedì, 07 settembre 2006
Conosco un esorcista ..
Che alle 5 beve il the.
( grazie )
mercoledì, 06 settembre 2006

Nella notte un gruppo di ragazzi ci ha gridato con voce soft:
who are you?
E' stato buffissimo e noi che dall'altra parte delle rotaie ce la ridevamo abbiamo sghignazzato come sedicenni anche se alcuni di noi erano abbondantemente trentenni
Son cose che accadono aspettando i fuochi
Nello stesso piazzale in cui mi portava mio padre da piccina
Nello stesso in cui mi arrampicavo nelle sue braccia e poi mi nascondevo quando il crepitio si faceva troppo bianco e accecante per i miei delicati occhi
Erano tonde e grosse quelle lacrime che mi scivolavano giù per le gote. Gli occhi bruciavano come con il fuoco dentro
Era tremendo. Era tremendo e bellissimo nello stesso tempo
Una cosa che ti affascina e ti fà schiantare dalla paura nello stesso tempo
Non c'è più tanta gente come un tempo
Ma ci sono ancora io con gli stessi occhi rivolti verso il cielo, e quella paura che ferma un po il cuore

martedì, 05 settembre 2006
E' questa musica, si è questa musica lo sò.
E' che io nn lo sapevo che l'aveva suonata lui questa musica.
Anche se avrei dovuto saperlo.
Essì che avrei dovuto conoscere quest'andar veloce, questa gioia che sgorga dalle note scivolando nella mia stanza e rendendola piena dei miei sorrisi.
E' piena di immagini e profumi che si mescolano per formare intarsi diversi.
Son quesi sorrisi piccoli di quando parliamo sul letto.
Sono le voci che a volte esplodono dalla nostra gola
Ma no, sono queste note leggere e bellissime che fanno ballare l'anima.
Come in quelle foto dei balli degli anni 30. Con le dame coi vestiti.
Tutto così galante e romantico.
E' quella confusione che mi piace a me.
Di quando rido e sento quello che sento adesso.
E' che potrei anche innamorarmi di un Tirolese che mi cucina Canederli.
Yann Tiersen. Dovevo Saperlo che era la sua la colonna sonora di Amelie.
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