Questo blog non costituisce una testata giornalistica, poiché aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
venerdì, 28 novembre 2008
Cancro (21 giugno - 22 luglio)
Chi vuole risparmiare, spiega il comico televisivo Stephen Colbert, deve innanzitutto smettere di riempire la vasca da bagno di champagne o di foderare la gabbia del canarino con banconote da cento dollari. Ti consiglio di spremerti il cervello per trovare altri modi di risparmiare, Cancerino. È arrivato il momento di liberarti dalle abitudini dispendiose e di ridurre gli eccessi inutili e le attività futili che sottraggono energie e tempo alle cose veramente importanti. Non demoralizzarti, però: se stabilirai i tuoi limiti in modo creativo riuscirai a mettere in moto benedizioni a lungo raggio.
Unno sò se gne n'hanno detto a questo che io c'ho le mani bucate...
Un mi sembrano discorsi da fassi.
O brenzi via!
Che poi le benedizioni a lungo raggio più che cose buone mi sembrano quasi madonne creative.
Via Brenzi ripensaci. E' meglio.
Ma forse mi viene in aiuto Pelodia.
Pelodia deve fornirmi la lista dei pasti a scrocco del mei.
Se un ci fosse Pelodia..
Pelodia meglio che Brenzi.
24 Agosto 2008 Capo Caccia.
Oggi vorrei semplicemente riavvolgere il tempo e potermi immergere li sotto.
Sole.
Ho bisogno di sole e mare.
Se veramente si parte l'otto di marzo mancano 102 giorni esatti.
Stamani il freddo boione deve aver dato al cervello del Gatto Piscione che mi aspettava fuori dalla porta con un vagone di coccole solo per me. Quando mi sono incamminata lungo il vialetto per andare alla macchina è schizzato dentro il giardino e visto che l'erba deve essere stata marmata faceva dei salti pareva indemoniato.
Mi è venuto vicino mente scrostavo la macchina dal ghiaccio e visto che non lo consideravo molto è salito su un albero con un salto scattoso movendosi alla velocità della luce.
Fossi un gatto pretenderei di indossare i guanti e scarpine, che camminare con le mani per terra di questa stagione non dev'essere il massimo.
[Premessa: Domenica scorsa a casa della mi Sorella mi sono creata un personaggio alla WiiFit ]
Ieri pomeriggio la mi Sorella è venuta in ufficio e mi fà:
Sai che cosa mi ha detto ieri sera la Wii Fit? [imitando la vocina ] "Scusa, per caso non hai mica visto Serena? Sono tanti giorni che non viene da me.."
Non riesco ancora a liberarmi, sono vischiosamente ancora incollata alla tua voce, a quell'ombra sul muro.
E alle mie piacevoli malinconie.
Decido di star qui ancora un po.
Ferma immobile, intarsio fra sconosciuti.
Osservo la tua ombra e ascolto la tua voce bellissima.
Fino a communovermi, così.
Creando un mondo inaccessibile che è gioia e condanna.
Le lacrime solcano le mie guance e io rimango immobile sperando che si confondano con la pioggia.
La giornalista Naomi Klein racconta di essere stata invitata in Australia da un gruppo di aborigeni. Volevano parlarle della loro lotta per impedire ai bianchi di scaricare scorie radioattive nella regione. L'hanno portata nel loro amato bush, dove si sono accampati sotto le stelle. Le hanno mostrato "fonti segrete di acqua dolce, piante medicinali e corsi d'acqua fiancheggiati da alberi di eucalipto dove i canguri andavano ad abbeverarsi". Dopo tre giorni Klein ha cominciato a spazientirsi: quando le avrebbero mostrato i luoghi contaminati? "Prima di combattere", le ha risposto un anziano, "devi sapere per cosa stai lottando". Mi sembra un buon consiglio, Cancerino. Ti suggerisco di immergerti in una fonte di bellezza che in futuro dovrai proteggere e servire.
Dici che diventerò un'attivista di Greenpeace??
Non saprei..
Anzi, a dire il vero io so benissimo in cosa voglio immergermi e cosa ho da proteggere.
Tre canzoni. Solo tre. Tu sei li sotto e devi far veloce. La testa ti frulla e così le mani.
Compressa fra il pubblico e il palco, stai in un limbo che non è un limbo.
Ieri sera poi nel nostro spazio c'era un mega subwoofer. Lo stomaco mi faceva: vumm vumm.
:)
Solo luci gialle. Molto caldo, sudore.
Il fiato corto, le teste che si avvicinano per parlare.
Due innamorati che leticano con Dentro i Miei Vuoti.
Sacrilegio.
Il set completo sarà pubblicato su SOLOLosthighways entro breve.
Mi sarò domandata almeno un milione di volte: Ma chi me l'ha fatto fare?? E di seguito:
MA CHI TE LO HA FATTO FARE??
Per quanto mi riguarda la risposta è molto semplice. Amo insegnare, amo condividere, e nello stesso tempo amo le sfide. Ma c'è un limite. Io posso insegnare solo se quello che ho di fronte è disposto a imparare. E sinceramente secondo me il problema è proprio quello.
Io vorrei che tu avessi la capacità di lasciarti andare allo stupore di scoprire questa cosa. C'è un muro davanti a te. Sò benissimo che io potrei forzare, ma non credo sia la cosa giusta. Credo che tu debba dare il primo colpo da sola. Magari poi lo distruggiamo insieme ma il primo colpo deve nascere dalla tua mano, dalla tua testa.
Questo ho cercato di dirti con le parole e con i gesti.
Non sono stata molto efficace. La tua paura è tanta.
Eppure io sò che ti basterebbe poco per prendere quella minima ficucia per vincere la paura.
Serena inefficace. Di notte.
Altra notte mi attende stasera. Prova del fuoco per la nuova macchina e anche per me.
In cerca di foto importanti.
Approposito.
Domenica ci sarà l'inaugurazione di una mostra fotografica Subacquea e non, ovviamente la cosa è stata programmata con tempo e quindi da qui a sabato io nn ovrò ammazzarmi per inventarmi il tutto.
Considerando che ho anche due concerti e le foto da dare ad Amalia per domenica si prospettano giorni di noia totale.
Come no.
5.51, uscire nella prima mattina di freddo.
La macchina ghiacciata e le mani dentro i guanti di pelle.
Giudo nel buio, con a lato il cielo che si accende. Lentamente.
Dentro il mio cappotto il caldo impera, sale fino a sfiorarmi le guance.
Le campagne silenziose avvolte da una polvere ghiacciata e brillante.
Osservo il cielo colorarsi di rosa e le scie degli aeroplani che cambiano colore sulle nuvole.
Non un animale in giro, oltre me.
Dovrò rifare questa strada venerdì.
E intanto attendo e spero.
Gioco: Ti pongo una domanda e tu devi rispondere con la prima cosa che ti viene in mente nei primi tre secondi dopo la domanda.
E' così che è iniziato il discorso ieri sera.
La domanda è: Se tu potessi rinascere chi vorresti essere?
Io ho risposto : Dante Alighieri.
Non saprei dire il perchè preciso di questa scelta. Ma credo un po dipenda dal fatto che qualche volta quando vado a Firenze mi siedo in piazza del duomo e dentro gli occhi lascio scorrere le immagini della Firenze di allora. Era accaduto giusto sabato mattina e forse questo mi ha influenzato.
La cosa buffa è che ho scelto di essere un uomo.
E non sò come mai.
Poi oggi per puro caso parlando con Archetipo m'è venuta in mente una domanda Zen che mi aveva posto almeno 3/4 anni fà, se non di più, e alla quale per un periodo ho pensato ma senza trovare risposta.
La domanda è:
Il rumore di una sola mano.
[minchia! lo schiocco delle dita!!!]
E' inutile sottolineare che quello che non risolvi in anni di meditazione ti arriva in testa come una botta in un momento di scazzo fra le 13.58 e le 14.02.
Lei è arrivata in una giornata di pioggia. L'ha portata un corriere con la scritta rossa.
L'ho scartata con mani frenetiche e l'ho messa subito in funzione.
Per una 50 il primo obiettivo doveva essere un 50mm.
All'ora di pranzo ho deciso di perdermi con lei. Sono salita in macchina e una pioggerellina fine mi parlava di riflessi sulla pietra bagnata.
Ma poi ho seguito un'istinto che si affacciava piccolo dietro ai miei occhi e sono andata in un posto in cui andavo da bambina a giocare cercando di immaginare l'altra parte della medaglia.
Quando ero piccola nei giorni di pioggia ero costretta in casa, e non era facile per me che ero una bambina abituata ai giochi di campagna, alla terra, alle bici, al pallone, alle macchinine.
Sono andata a cercare di vedere come sono i posti quando i bambini non sono li a giocare e mi sono imbattuta in una sorta di foresta degli specchi in cui il gli alberi si riflettono per sentirsi meno soli.
Le foglie rese lisce dalla pioggia. Le gocciole che mi cercano continuamente e che solleticano il mio udito sofficemente.
Mi sembrava di essere dentro una bolla con i coriandoli di neve.
Da sola in una giornata di pioggia.
Eos 50d + Ef 24-70 2.8
Ps: in testa l'intro di questa canonze andava in loop.
Sono due notti che faccio dei sogni assurdi. Quello di ieri notte era un turbinio di patimento.
Quello di stanotte era fantascenza pura. Fantascenza horror.
Ho sognato di essere l'amante di Pavarotti.
Lo so, bisogna aver rispetto per quelli che non sono più fra noi, e Pavarotti era pure una grande personalità,ma insomma, a me questa scena macabra non mi si toglie dagli occhi e mi fà piuttosto schifo.
L'unica cosa è che anche nel sogno io non ero affatto convinta della cosa.
Meno male.
Per fortuna di mattina i sogni orrendi della notte lasciano il posto ad altri bellissimi del giorno. Amalia sappi che è possibile che stanotte sogni te.
E poi sognerò sicuramente anche un'altra cosa che spero mi arrivi domani.
Lo sò, avevo promesso a me stessa di non comprare altre macchine fotografiche.
Ma realtà non sono mai stata brava con le promesse.
Sono permalosa. Come mio nonno Dino. Ed è tutto un dire.
Accade a volte che mi lasci far male da persone che senza nessun motivo e con cattiveria gratuita si sentano in obbligo di esprimere opinioni cattive.
Non c'entra il non saper accettare le critiche. E' la consapevolezza di star ascoltando parole ingiuste che mi demoralizza.
Il mio peggior difetto è la mia stupida ingenuità, e il non aver ancora capito che le persone hanno come primo valore la malizia.
In questo mondo in cui non conta che prevaricare sull'altro, la mia mentalità, il mio piacere nella condivisione, il mio modo di donare senza guardare al risultato è destinato a ricevere come premio delusioni come quella che sento adesso, e che in un attimo riesce a demoralizzarmi all'infinito e a togliermi quel gusto e quel piacere che sono le uniche cose che contano nella mia stupida testa.
E allora qualcuno si metterebbe a sbraitare e ad urlare all'ingiustizia.
Io invece preferisco tacere e allontanarmi e non per codardia.
Proprio per delusione.
Dimmi dimmi dimmi
Com’è stato masturbarti col mio pene?
Come per me una sega tra le tue gambe?
Si conosco questa solitudine
E gli esercizi di eleganza delle nostre articolazioni
Serve si serve l’afa di una notte nuda
Per far evaporare la noia attraverso una sigaretta
Che non si spegne mai non si spegne mai..
È alta sartoria in questi ricami imbastendo strati su strati di necessità
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
E molle sotto i piedi di una improvvisazione
Ghiri gori per riempire la tela avanzata ad un bravo pittore
Domande per rispondere a domande senza risposta
Bugie decise indossate con tanta grazia da
Non farmi sentire nudo
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Secondo il libro Dolphin chronicles dello scrittore statunitense Carol J. Howard, i delfini adorano i giochi erotici. Se escludiamo il tempo in cui dormono, passano un terzo della loro vita a toccarsi e ad accarezzarsi. E, dando prova di grande fantasia, usano i frisbee, le barchette di plastica e le palline di gomma come giocattoli sessuali. Non fanno distinzione tra i sessi: se la spassano sia con i delfini dello stesso sesso sia con quelli del sesso opposto. Se vuoi allinearti ai ritmi cosmici, Cancerino, nei prossimi giorni valuta l'idea di studiare il Kamasutra dei delfini. Ricordati che per loro è fondamentale giocare liberamente, senza obiettivi precisi: l'intimità creativa può essere piacevole quanto il raggiungimento di un orgasmo.
Non ho ben capito come mai quest'omino mi spinga a fare sesso con uomini e donne, anche solo a livello intellettuale, utilizzando strumenti bizzarri ma, caro Brenzy, se sai spiegarmi come utilizzare questi cojoni di mulo .. magari poi ti lascio guardare..
Sabato c'è l'inaugurazione della Mostra.
In queste sere stanno lavorando all'allestimento. Stanno perchè ovviamente io sono lonzissima e non ce la faccio a saltare a Loro in queste condizioni. A dirla tutta devo ancora finire di sistemare le foto.
In compenso oggi sono ritornata a lavoro. Iuppi.
Sono barricata in ufficio con la stufa a tutta valvola. Fuori c'è un nebbione della madonna e io vorrei solo ritornare sotto il mio piumone con le rose rosse per acciambellarmi al caldo come fanno i gatti.
Ah, senza dimenticarsi che i miei amici del sub sabato partono per andare a fare una settimana di vacanze a Sharm.
Poi mi domandano come mai ho sempre voglia di mangiare cioccolata, in questi giorni.
Salire su di nuovo per quelle montagne, dopo pochi mesi.
I colori sono tutti diversi, non sò dire se sono più belli. MI erano sembrati tanto belli anche in agosto.
Ora i rossi inseguono i verdi e l'umidità fra brillare l'erba nei primi tenui raggi di sole.
Per il resto la luce lotta con le nebbie in un gioco di trappole e rilasci.
Come quelle vampate d'amore che a volte arrivano repentine al cuore e ti fanno sentire forte e ricordare tutti i minimi dettagli dei sentimenti che provi lasciandoti quasi senz'aria nei polmoni.
La musica è sempre la stessa nella mia testa. Credo che questa strada potrebbe essere rinominata dentro di me "la Strada dei Massimo Volume".
C'è questo stanotte
Due distese di bianco spezzano l'oscurità
Una a terra, immobile
ricopre le forme
L'altra in continuo movimento
penetra nella notte e si ritrae
Il gelo ha ricoperto i vasi
su questo terrazzo dove non andiamo mai
Il vento piega gli alberi
e tende i fili
dove nessuno stende più la biancheria
Ho scavalcato il tuo corpo
scomposto nel sonno
e nella mia parte di letto mi sono avvolto nel tuo calore
Hellouin.
Non credo ai mostri e quest'anno decido di non aspettare i bambini di merda.
Poi piove e tanto non sarebbero venuti. E poi nn ho nulla di scaduto da dargli.
Ho comprato una nuova maglietta senza maniche che attende di essere indossata e non posso farla attendere più di tanto. Indosso anche la mia bellissima collanina di perle, infilata chicco a chicco dalle mie gentili manine, e si parte. Piove piove piove.
A Firenze l'asfalto è fantascentifico e le scie stasera sono ancora più belle.
Si corre dal parcheggio alla tettoia del Mandela e una volta arrivata ce la faccio anche a scuotere l'ombrello proprio addosso a uno che conosco. Sono un mito per certe figure.
Mio nipote mi telefona per sapere se gli posso tenere l'ombrello durante il concerto.
"Il mio aspetto ordinario gli trasmette ascolti deplorevoli" và tradotto in :
" 35 anni e crede che sia troppo vecchia per pogare. Ciccio quando io pogavo alla Banda tu nemmeno ti facevi le pippe!"
E non sono nemmeno la più vecchia del locale, sia chiaro.